05 nov 2015

Capitolo 84 Le visioni del deserto realizzate 1961

Bill tornò a Jeffersonville intorno ai primi di giugno 1961. Di solito le avventure nelle zone selvagge lo rinfrescavano, ma la battuta di caccia della tarda primavera nel nord della Colombia britannica lo aveva mandato a casa gravemente depresso. C’erano diverse ragioni per questo. Dopo aver parlato all’Associazione ministeriale di Chicago, uno spirito straordinario di umiltà e di amore aveva riempito il suo pubblico. Settanta ministri di Chicago dissero a Bill che sarebbero venuti a Jeffersonville per essere ribattezzati nel nome di Gesù Cristo. Ormai più di un mese era passato da quel giorno e nessuno dei ministri era venuto, né qualcuno di loro aveva chiamato per dirgli il perché. Poteva solo presumere che avessero cambiato idea.
L’Associazione ministeriale di Chicago era solo una parte del suo scoraggiamento. Molto più preoccupanti erano le voci che sentiva di persone che credevano che egli fosse Gesù Cristo. La prima volta riscontrò questo problema l’anno prima, mentre era a pesca con alcuni uomini cristiani. Lo avevano stupito quando gli avevano chiesto se era il Cristo, il Messia unto. Naturalmente lo negò, e lui li avvertì che avrebbero potuto rovinare il suo ministero se diffondessero tale menzogna. Sperava che ciò finisse, ma circolarono voci di altre persone con la stessa idea. Quando pregò per questo problema, Dio lo diresse in Luca 3:15, che dice: “Or stando il popolo in aspettazione e domandandosi tutti in cuor loro riguardo a Giovanni se talora non fosse lui il Cristo”. Bill vide le somiglianze. Tuttavia, queste voci lo infastidivano perché non sapeva come fermare il diffondersi di un tale errore.
Una sera Bill stava parlando con la gente a Dawson Creek, dopo il servizio quando un uomo si avvicinò e voleva confessare i suoi peccati. Bill non capì cosa volesse dire, così l’uomo tirò fuori il portafogli e gli mostrò una carta che diceva: “William Branham è il mio Signore”. Sbigottito, Bill interrogò l’uomo fino a che fu certo che non era uno scherzo. Questo episodio lo sconvolse così tanto che tremò per giorni. Continuava a pensare a quanto sarebbe stato tragico se dopo aver trascorso tutta la sua vita da adulto a lavorare per l’onore e la gloria di Gesù Cristo, avesse terminato per essere ricordato come l’anticristo. Non poteva sopportare l’idea di una tale orribile possibilità. Non sarebbe stato meglio per lui morire in questo momento, piuttosto che dare tempo a quest’eresia di diffondersi? Quando arrivò alla baracca di Bud Southwick più a nord, considerò di avere un “incidente di caccia”. Poi pensò a suo figlio di sei anni, e cambiò idea.
Ora che era a casa, la sua angoscia era cresciuta ancora di più. Venne a sapere che due uomini che frequentavano il Tabernacolo Branham dicevano la stessa cosa dell’uomo ingannato a Dawson Creek. Pensate - due uomini della sua congregazione, che pensavano che fosse il Cristo! Come può essere? Sicuramente lo avevano sentito predicare che Gesù Cristo era la divinità suprema. Confondevano il messaggero per il messaggio, o più precisamente, stavano scambiando un figlio di uomo per il Figlio dell’uomo. La loro follia feriva profondamente il cuore di Bill più di quanto potesse sopportare. Qualcosa di drastico doveva essere fatto, anche se ciò significava lasciare il suo ministero per sempre. Chiuse il suo ufficio, mise la sua casa in vendita e cancellò tutti i suoi impegni di predicazione per il resto dell’anno. Poi disse a tutti di stare lontani e che lo lasciassero solo.
Per una settimana tremava nervosamente e gridava in tale agonia dello spirito che si chiedeva se stesse uscendo di mente. Il suo unico sollievo venne Venerdì 9 Giugno 1961, quando Dio gli mostrò una visione. Vide i due uomini della sua chiesa accanto a un laghetto, che giocavano sul terreno con un serpente giallo e nero. Bill si avvicinò agli uomini e li avvertì che il serpente era velenoso. Improvvisamente il piccolo serpente gli si scagliò contro e lo colpì sulla gamba. Rapidamente saltò indietro in modo da poter esaminare la ferita. Esponendo la sua gamba nuda, vide il sangue che trasudava da due marchi di denti freschi accanto a un morso di serpente precedente. In un primo momento si preoccupò. Poi notò che il suo sangue era così denso che il
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veleno non poteva avvelenarlo. Raccolse il suo fucile, sparò al serpente centrandolo a metà corpo, facendolo contorcere freneticamente. Bill con grande difficoltà stava cercando di mirare alla piccola testa che si divincolava in modo da poterlo finire.
Uno degli uomini disse: “Non usare la pistola, usa quel bastone lassù”.
Mentre Bill stava raggiungendo il bastone, il serpente scivolò in acqua e scomparve tra i giunchi dello stagno. Bill disse: “Ora i due fratelli si renderanno conto di quanto fosse pericoloso quel serpente, ma ora non può più fare molti danni perché è ferito a morte”.
La domenica mattina raccontò questa visione alla sua congregazione. Poi disse: “Ho sempre voluto essere un vero servo di Gesù Cristo, mio Signore e Salvatore. Sebbene io abbia commesso degli errori tuttavia in cuor mio lo amo. Ho sempre voluto che il mio ministero fosse pulito. Ma ora un’eresia è sorta in mezzo a voi la quale mi costringe a lasciare il ministero. Alcuni di voi mi hanno tolto dal mio posto come fratello o ministro, e mi chiamano Gesù Cristo. Non vi rendete conto che mi marcate come anticristo! E io incontrerei Dio come codardo, prima che lo incontri come anticristo! Ho ricevuto lettere e telefonate da luoghi diversi, e mi chiedevano se credo che sono Cristo. Fratelli, è orribile, vergognoso è un’assurda bugia del Diavolo! Io sono vostro fratello”!
“Oggi spero che l’errore abbia ricevuto una ferita mortale e muoia velocemente, così posso tornare al mio ministero. Fino allora, chiedo a tutti voi di pregare per me. Se avete mai creduto che io sia un servitore di Cristo, ricordate: Così dice il Signore, ‘Quella cosa è falsa’. È sbagliata. Non ha nulla a che fare con ciò. Io sono vostro fratello”.
Lunedì mattina i due uomini vennero a casa di Bill e si scusarono. Si sentì sollevato e un po’ consolato, abbastanza da riaprire il suo ufficio e togliere la sua casa fuori dal mercato. Ma non riprogrammò i suoi impegni di predicazione, scegliendo piuttosto di aspettare e vedere come il Signore lo avrebbe guidato.
Poche settimane dopo, Dio gli mostrò un’altra visione. In questa visione era in piedi sul fianco di una montagna al di sopra della vegetazione arborea guardando un panorama di profonde valli e alte vette. Vide un grosso animale che sembrava un cervo, su un pendio argilloso. Non era sicuro di cosa si trattasse. Sicuramente non era un alce, perché le corna di alce sono pannellate. Questa creatura sembrava più un alce o un caribù, tranne che era di color marrone cioccolato. Tutti i caribù che aveva mai visto prima erano di colore grigio nave corazzata. Le corna di questa creatura erano particolari. Le corna d’alce si diramano in tante punte fino al gambo principale. Le corna del caribù e delle renne hanno un minor numero di ramificazioni, che di solito iniziano in alto sul gambo principale. Invece di punte, le corna del caribù in cima sono più spesse e alcune delle ramificazioni sono riempite tra le punte che sembrano pannellate, particolarmente evidenti le ramificazione sulla fronte davanti. L’animale in questa visione aveva le punte delle corna tipiche come quelle di un alce, ma ramificate come le corna di un caribù. Bill non aveva mai visto niente di simile prima d’ora. Nella visione, sparò a questo animale marrone scuro da una distanza ravvicinata. Poi, guardando attraverso il suo cannocchiale verso la linea degli alberi sotto di lui, vide un uomo che indossava una camicia a scacchi verde e beige, ma la distanza era troppo grande per dire chi fosse. Tornando giù dalla montagna, vide un enorme grizzly argentato. L’orso lo aggredì ed egli lo uccise sparandogli dritto al cuore con un fucile di piccolo calibro. Poi la visione balzò indietro al cervo – l’animale con le insolite corna. Bill vide un metro appoggiato su un corno della testa del trofeo che si estendeva dalla base del cranio, dal tronco principale fino al punto superiore del corno. Poi vide due piccole mani raggiungere il metro per tenerlo in posizione. Come la visione svaniva, udì l’angelo del Signore dire: “Quelle corna avranno 106.68 centimetri di lunghezza, e quell’orso sarà lungo 2,74 metri”.
Una settimana più tardi Miner Arganbright chiamò Bill e gli chiese se voleva andare con lui in Alaska nel mese di agosto per aiutarlo a organizzare due nuovi capitoli per gli uomini d’affari del pieno vangelo, uno a Fairbanks e l’altro in Anchorage. Arganbright disse che avrebbe pagato tutte le spese di Bill durante il viaggio, e persino si offrì di portarlo a caccia dell’orso grizzly dopo che il loro lavoro fosse stato fatto. Sembrava l’occasione giusta considerando la sua ultima visione, ma
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quando pregò per questo, si sentì frenato. Dopo due giorni, richiamò Miner Arganbright e gli disse che lo Spirito Santo non gli permetteva di farlo, almeno non in questo momento.
Più tardi quell’estate, predicò tre sermoni sull’incontro di Daniele con l’angelo Gabriele, riportato in Daniele 9:20-27. La domenica mattina 30 luglio 1961, predicò: “Istruzioni di Gabriele per Daniele” e quella sera predicò “Il sestuplice scopo della visita di Gabriele”. A questi una settimana dopo seguì: “Le settanta settimane di Daniele”, in cui mostrò come le cose che Daniele ha detto a Gabriele sono ancor oggi vere e hanno un impatto diretto sulla seconda venuta di Cristo.
Il 25 agosto 1961, Bill e Billy Paul andarono a caccia di scoiattoli con Banks e David Wood vicino a Salem, Indiana. Prima dell’alba, Bill lasciò i suoi compagni fuori in un posto e poi si spostò in macchina un po’ più lontano lungo la strada in modo da poter cacciare da solo in uno dei suoi luoghi preferiti... se mai avrebbe cacciato, tutto considerato. Finora non sembrava promettente. Il cielo era una lastra compatta di nuvole grigie e una pioggia sottile minacciava di rendere miserabile il giorno. Come le tenebre lasciarono posto all’alba, camminò lungo un sentiero familiare accanto a un pascolo. Alla fine il sentiero lo portò in una macchia boscosa a forma di L, un luogo nel quale aveva cacciato spesso. Stava camminando verso ovest lungo il fianco di una collina e aveva appena scavalcato un tronco quando con la coda dell’occhio vide un raggio di sole e sul momento pensò fosse il chiarore dell’alba. In un secondo momento si rese conto che non poteva essere il sole perché il chiarore era venuto da sud. Guardando a sud vide una palla di fuoco ardente nell’aria. Quella luce soprannaturale l’aveva vista molte volte, ma quello che si trovava sotto di essa non l’aveva mai visto prima.
In cima alla collina stava quello che sembrava un enorme vaso con due arcobaleni che uscivano da esso. Gli arcobaleni erano di circa 9 metri di altezza e stavano fianco a fianco, formando un doppio arco, mezzo arco di ogni arcobaleno scompariva nella ciotola. Bill tolse il cappello, posò il fucile, alzò le mani e si diresse verso il fenomeno. Subito poté vedere che non era un doppio arco, ma piuttosto un triplo arco, un terzo arcobaleno usciva dalla ciotola a un angolo di 120 gradi dagli altri due.
Si fermò a circa 9 metri dalla cima della collina. Gli arcobaleni crescevano e si espandevano, scintillando nella foschia come se fossero vivi. Bill urlò: “O Dio, che cosa vuoi fare conoscere al Tuo servo”?
Come il rombo di un tuono, una voce rispose: “Geova dell’Antico Testamento è Gesù del Nuovo Testamento. Egli ha solo cambiato la Sua maschera da Spirito a uomo. Rimani fedele”.
Si sentì così stordito che non poteva parlare, ma allo stesso tempo si sentiva stranamente soddisfatto, Bill si avvicinò di qualche passo. Tutti e tre gli arcobaleni si ridussero nuovamente dentro la ciotola e il fenomeno scomparve, tranne la Colonna di Fuoco che rimase giusto il tempo per far notare a Bill che era nello stesso luogo dove Dio gli aveva insegnato il significato di Marco 11:23.
Bill prese su il cappello e il fucile e si fece strada attraverso il bosco, 40 minuti dopo arrivò al sicomoro con i suoi quattro rami principali che puntavano a nord, sud, est e ovest. Arrampicatosi sul tronco, si sedette sulla biforcazione di quei quattro rami e pensò: “Due anni fa in questo luogo Dio, mi ha lasciato parlare tre scoiattoli all’esistenza, mostrandomi che Marco 11:23 è vero, “Se dici a questa montagna ‘spostati’ e non dubiti, puoi avere quello che dici”. Togliendosi il cappello, disse: “Signore Dio, Tu sei sempre lo stesso Gesù. Sei ancora Dio”.
Morbida come una pioggia velata, quella voce riempì il bosco: “Di quanti scoiattoli hai bisogno questa volta”?
“Proprio come prima; E li avrò entro le dieci di oggi” Guardando l’orologio, vide che erano circa le sei. Schiaffeggiò una zanzara che lo stava pungendo vicino all’occhio. Le zanzare erano particolarmente tremende in questo posto e si era dimenticato di portare il repellente per le zanzare. Aggiunse: “Oltre a questo, il sole splenderà fra 30 minuti e non una zanzara mi darà fastidio per il resto della giornata”.
Dietro di lui uno scoiattolo squittì. Bill studiò il bosco fino a quando vide uno scoiattolo rosso sopra un ramo a circa 68 metri di distanza. Questo era troppo lontano per mirare al suo
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occhio, così egli alzò la portata leggermente al di sopra del suo corpo e sparò. Lo scoiattolo cadde. Quando Bill si avvicinò per prenderlo, non fu sorpreso nello scoprire che l’aveva colpito ad un occhio, allo stesso modo in cui aveva colpito il primo scoiattolo creato, due anni prima. Trenta minuti più tardi il sole bruciò via le nuvole e alle 09:57 sparò al suo terzo scoiattolo. Non aveva nemmeno sentito il ronzio di una zanzara in tutto questo tempo.
In seguito, Bill insegnò: “Geova dell’Antico Testamento è Gesù del Nuovo Testamento. Vedete? È lo stesso Dio, solo cambiò la Sua forma. L’altro giorno un ministro battista mi disse: ‘Come puoi pensare che Gesù e Dio siano la stessa persona’? Io dissi: ‘Beh, è molto facile se lasci andare il tuo pensiero e pensi in termini biblici. Essi sono lo stesso essere. Dio è Spirito, Gesù è il corpo nel quale Dio era velato’. Capite, dissi: ‘Come in casa mia, io sono un marito per mia moglie, un padre per mia figlia, e un nonno a mio nipote. Quindi, io sono marito, padre e nonno, tutto in uno. Mia moglie non ha alcun diritto su di me come padre o nonno, lei ha diritto su di me solo come suo marito. E mia figlia non ha diritto su di me come marito o nonno, lei è mia figlia. Eppure tutti e tre questi uffici sono nella stessa persona. Che è come Dio - Padre, Figlio e Spirito Santo sono solo una rivendicazione dispensazionale. Dio è lo stesso, cambia solo la sua forma”.
“In Filippesi 2, Paolo dice: ‘essendo in forma di Dio… non riputò rapina l’essere uguale a Dio,ma annichilì se stesso, prendendo forma di servo e divenendo simile agli uomini’; ‘La frase greca per descrivere questo è en morphe, il che significa che cambia Se stesso, ha cambiato la sua maschera. Vedete? Qualcosa che non può essere vista, allora è cambiata, e l’occhio non può afferrarlo. Come Eliseo a Dothan. Il servo di Eliseo non poteva vedere tutti quegli angeli intorno al profeta e Dio cambiò (non portò giù gli angeli), ma cambiò la loro forma in modo che il servo potesse vederli”.
“Ecco un altro esempio di en morphe. Quando Shakespeare scrisse il suo Macbeth, il grande dramma, aveva una persona che svolgeva più parti. Per fare questo l’attore doveva cambiare la maschera e il costume durante la recita. A volte usciva fuori con un carattere e la volta seguente con un altro, ma ogni volta era la stessa persona. Proprio come Dio. Egli stesso cambiò da una Colonna di Fuoco per diventare un uomo, poi Si cambiò da uomo e tornò ancora una volta allo Spirito, affinché potesse abitare negli uomini: Dio che agisce in un uomo, ciò che realmente Egli era. Gesù Cristo è Dio che opera in un uomo”.
Nel settembre 1961 Bill tornò a nord della British Columbia per un altro tentativo di caccia nelle Montagne Rocciose canadesi. incontrò Ed Byskal a Dawson Creek e insieme a Billy Paul viaggiarono per 643 km a nord della baracca di Bud Southwick. Bud era impaziente di raccontare a Bill della guarigione di suo fratello. “Fratello Branham, non ha avuto un attacco dal giorno in cui mia moglie ha gettato la camicia nel fuoco”.
“E non potrà mai averne un altro, finché crede”, disse Bill. “Ora ti racconterò una visione che ho avuto in agosto”. Egli descrisse l’animale che era come un cervo con le corna che avevano esattamente 106,68 centimetri di altezza, e disse loro di avere visto qualcuno con una camicia a scacchi verde e beige, poco prima di sparare a orso grizzly argentato lungo 2,74 metri.
Bud Southwick si grattò il mento pensieroso. “Dubito che nulla di tutto ciò accadrà in questo viaggio. Per prima cosa, non stiamo andando in un territorio di orsi; stiamo andando in un territorio di pecore, al di sopra della vegetazione arborea. E per quanto mi riguarda quel gran cervo, non ho mai visto un animale simile a quello che hai descritto”.
“Non importa”, disse Bill, “Perché Dio può fare di tutto. Permettetemi di chiedervi fratelli, qualcuno di voi ha una camicia verde a scacchi”?
“No”, disse Bud.
“Io ne avevo una”, disse Byskal, “ma era logorata, così l’ho buttata via”.
“Allora dovrà essere in un’altra battuta di caccia quando sparerò a quell’orso. Ma accadrà, basta che aspettate e vedrete. È ‘Il così dice il Signore”‘.
Ci vollero un paio di giorni per arrivare in cima e impiantare un campo base presso il limite della vegetazione arborea. La mattina dopo di buonora cacciarono lungo i pendii alpini. Più tardi nel pomeriggio ad una decina di chilometri dal campo avvistarono un branco di pecore di montagna, tra
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cui tre montoni con le corna arricciate che finora avevano fatto un cerchio completo. Era troppo tardi per catturare il gregge, così i cacciatori tornarono al campo con l’idea che la mattina seguente sarebbero tornati nello stesso posto a catturare nel sonno gli arieti.
La mattina successiva presto Ed Byskal scivolò fuori dal suo sacco a pelo caldo, nell’aria gelida della tenda. Accese la sua lanterna a petrolio, frugò nella sua sacca da viaggio in cerca di vestiti più caldi che poteva a trovare. Fu sorpreso di trovare la sua vecchia camicia a quadri verdi e beige piegata in fondo alla sua borsa, sorpreso perché aveva detto alla moglie di buttarla via. Invece lei aveva riparato il grosso strappo nel suo fianco e l’aveva impacchettata per questo viaggio. Ed la indossò poi mise la giacca arancione, tirò su la cerniera, e uscì per accendere il fuoco e fare colazione. La visione che Bill aveva descritto quattro giorni prima era lontana dai suoi pensieri.
Alle 09:00 i cacciatori arrivarono su per il crinale, dove il giorno prima avevano visto i montoni e le pecore. Oggi, attraverso i loro binocoli avvistarono un caribù giù nel bosco. Ed e Blain arrivarono dopo, mentre Bill e Bud erano saliti più in alto sulla cresta per cercare quel branco di pecore. Dopo un po’ Bill sentì l’eco di uno sparo attraverso la valle. Tirò fuori il suo binocolo e cercò lungo la vegetazione arborea finché non vide l’arancio della giacca di Ed chinato sul corpo di un caribù.
Sentendosi soddisfatto, Bill si appoggiò contro una roccia affiorante in modo da poter riposare e ammirare il bellissimo paesaggio autunnale. Sotto di lui si stendevano ampie vallate chiazzate di rosso, larici gialli e verdi, pioppi, abeti, abeti rossi e pini. I colori nei pressi della vegetazione arborea erano per lo più verde-blu di abeti rossi pigmei e il rosso dei buckbrusch (bassi arbusti del nord America dei quali i cervi ne sono ghiotti). Al di sopra della vegetazione arborea i pendii erano tappezzati di muschio giallo e cespugli di mirtilli che crescevano solo pochi centimetri di altezza. Più in alto, le pendici si trasformano in scisto scivoloso, più in sotto in maestose scogliere di granito. Qua e là, c’erano ghiacciai aggrappati alla montagna come lacrime congelate. Osservando questo panorama con il suo cannocchiale, Bill avvistò un grosso animale a pochi chilometri di distanza. “Bud, che cos’è laggiù?”
Bud socchiuse gli occhi nel suo binocolo: “Fratello Branham, è un caribù, ma sembra certo diverso da qualsiasi caribù che io abbia mai visto prima. Guarda i punti su quel palco”.
“Un caribù, eh? Beh, questo è l’animale che ho visto in visione il mese scorso. Andiamo a prenderlo”.
“Come facciamo a prenderlo? È a quasi 2 miglia sul lato di quel pendio friabile”.
“Non m’importa anche se fossero 20 miglia di distanza. Lui è mio. Il Signore lo ha dato a me”.
In primo luogo andarono giù dove Ed e Blaine stavano sviscerando e scuoiando il caribu di Ed e si accordarono che i più giovani sarebbero andato a prendere i cavalli da soma lungo la vegetazione arborea in una gola sottostante il caribù di Bill. Poi Bill e Bud si avviarono su per il pendio. Alla fine il loro percorso divenne pianeggiante e scelsero la strada lungo le pendici argillose il più silenziosamente possibile. Ormai era abbastanza caldo da togliersi le giacche. Quel caribù doveva essersi addormentato sotto il sole caldo di settembre perché Bill riuscì a farsi strada fino a 30 metri da esso. Un colpo bastò.
Bud si grattò la barba sul mento. “Tu dici che queste corna sono circa 106,68 centimetri di altezza?”
“106,68 centimetri esatti”.
“Ho un metro a nastro nella mia borsa della sella, quindi lo sapremo presto. Ora, che ne è dell’orso grizzly argentato”?
“È qui intorno da qualche parte. La cosa che mi lascia perplesso è questa: dov’è quel tipo con la camicia verde a scacchi”?
Bud alzò il cannochiale sugli occhi. “Beh, sarò... fratello Bill, guarda”.
Attraverso il suo binocolo Bill guardò giù per il pendio verso il fondo di una gola a pochi chilometri di distanza, dove Ed e Blaine erano in attesa dei cavalli da soma. Ed si era tolto la giacca,
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rivelando la camicia a quadri verdi e beige che aveva indossato quella mattina. Bill disse: “Tutto è a posto. Da qualche parte tra qui e la camicia a quadri vedremo un grizzly argentato.
Bud aveva ancora il binocolo agli occhi, scrutando i pendii e le creste. “Non intendo metterlo in dubbio, ma posso vedere ogni centimetro di questi pendii e io non lo vedo”.
“È lì da qualche parte. Vedrai.
Domani sarebbero tornati per la carne del caribù. Oggi l’unica cosa che avrebbero portato fuori era la testa che Bill aveva pianificato di imbalsamare e montare come trofeo. Sistemò la testa sulle spalle e si avviò giù per la montagna. Bud lo seguiva portando i loro fucili. Dopo un po’ si scambiarono il compito. La testa del caribù pesava 63kg, quindi non ci voleva molto per stancarsi. Attraversarono un piccolo ghiacciaio e si fermarono a bere l’acqua ghiacciata gocciolante dalla sua base.
“Cosa c’è lassù sul crinale?” Chiese Bill.
Bud mise a fuoco il suo binocolo più lontano lungo il pendio. “Aiuto, è un grizzly argentato”.
Bill annuì. “Proprio lui. Andiamo a prenderlo”.
“Gli sparerai con quel piccolo fucile”? Chiese Bud scettico, indicandogli il Remington modello 721 con il foro 0,270. “Forse dovresti usare il mio”.
“Questo è quello che ho usato nella visione e nella visione l’ho ucciso con un colpo solo”.
“So che hai sparato prima agli orsi, ma quei orsi neri non sono nulla in confronto a questi grizzly. Quando colpisci un grizzly, non va in shock come la maggior parte degli animali, egli continua a venire. Faresti meglio a sparargli al torace. Così che se sbagli il cuore, puoi sempre rompergli la schiena”.
L’orso era a circa due miglia di distanza. Mentre si avvicinavano attentamente, i due cacciatori si calarono in una gola che li nascose per la maggior parte della distanza rimanente. Quando uscirono, ecco il grizzly ad un centinaio di metri o poco più su per il pendio che li guardava allarmato. Sembrava un grosso mammut. Il suo pelo era marrone scuro vicino al suo corpo, ma le estremità dei peli erano bianco-argenteo, da cui il nome argentato. Bill mirò al suo petto e sparò. Con un ruggito feroce il grizzly caricò, precipitando giù per il pendio come un carro armato, le fauci spalancate, le labbra spelate tirate in un ringhio, i denti pronti a mordere e lacerare. Prima che Bill avesse il tempo di ricaricare il fucile, il grizzly crollò a circa 20 metri di distanza.
Tutta la scottatura solare defluì dal viso di Bud. Tirò un sospiro di sollievo e mormorò: “Io non lo vorrei addosso “.
Scuoiarono l’orso, ma naturalmente non c’era modo di poter portare la pelle da soli. Solo la pelle dell’orso pesava 136 kg. Sarebbero tornati a prenderla più tardi con i cavalli. Tornarono al posto dove avevano lasciato la testa del caribù, la raccolsero e la portarono giù dalla montagna verso il luogo dove Ed e Blaine li aspettavano con i cavalli da soma.
Con entusiasmo Bill raccontò loro delle sue due catture . Poi disse: “Fratello Ed, mi avevi detto che non avevi una camicia a scacchi verde”.
“Mi dispiace ti ho detto qualcosa di sbagliato, fratello Branham. Mia moglie l’ha messa dentro al sacco e io non lo sapevo che c’era”.
Bud tirò fuori il suo metro dalla bisaccia e si inginocchiò accanto alla testa del caribù. Fece scorrere il metro su una delle corna, dalla base del cranio alla punta del fascio principale, ma a motivo delle corna ricurve, il nastro continuava a scivolare via. La seconda volta che provò, Blaine stese entrambe le mani e tenne il metro al centro. Bill diede una gomitata nelle costole a Ed, sussurrando: “Vedi, ci sono quelle due piccole mani che ho visto nella visione”. Con il metro in posizione, tutti e quattro gli uomini si sporsero per vedere il risultato. La punta del corno raggiungeva esattamente i 106,68 centimetri marcati sul metro (42 inch).
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PER William Branham, questa battuta di caccia fu il culmine dell’anno. L’interesse che Dio gli mostrò nelle montagne della British Columbia era diventato una fonte di conforto per lui durante i tristi mesi seguenti. Non molto tempo dopo tornato a Jeffersonville, sua madre si ammalò. Quando Bill si fermò a casa di sua madre per verificare le sue condizioni, Ella Branham disse: “Billy, vado a casa a vedere tuo padre”. Charles Branham morì nel 1936, quindi ormai Ella era vedova da 25 anni.
“Mamma, non parlare così. Non hai nemmeno 70 anni. Hai ancora un sacco di anni davanti”.
Egli pregò per lei, ma il Signore non gli dava una visione per alleviare la sua preoccupazione. Passarono diverse settimane e le sue condizioni peggiorarono. Bill aveva parecchi viaggi programmati per quell’autunno, ma li cancellò in modo da poter stare vicino a casa nel caso in cui la madre avesse avuto bisogno di lui. Poi, un Mercoledì pomeriggio doveva andare in ospedale. Il suo medico non riusciva a capire cosa non andasse con lei, così Bill continuò a pregare per la sua guarigione. Il sabato successivo, quando andò a trovarla in ospedale, trovò sua madre fuori dal suo letto, in piedi accanto alla finestra che guardava le nuvole. Senza voltarsi, disse: “Billy, io ti vedo”.
“Certo, mamma, io sono qui”.
I suoi occhi erano rimasti fissi sulle nuvole e la sua voce sembrava sognante. “Sei vecchio, Billy - molto vecchio. Hai i capelli bianchi, e la tua barba è così lunga. Hai un braccio intorno alla croce e l’altro braccio raggiunge me”.
Bill pensò al giorno, non molto tempo dopo che lui stesso divenne cristiano, quando battezzò la madre nel nome di Gesù Cristo. “Mamma”, chiese: “cosa vuol dire Gesù per te, ora”?
“Vuol dire più della vita per me, Billy”.
La mistica Visione di Ella convinse Bill che in realtà lei stava morendo. Il Martedì seguente, era vicina al suo ultimo respiro. I suoi figli che vivevano vicino a Jeffersonville erano riuniti in ospedale per stare con lei in quel giorno. Bill, seduto accanto al suo letto le tenne la mano per diverse ore. A volte le parlava e qualche volta lei gli rispondeva, ma alla fine la sua energia si affievolì tanto che non poteva più parlare. Bill notò che aveva ancora abbastanza energia da battere le ciglia, così disse: “Mamma, ora che stai morendo, voglio farti un’ultima domanda. Gesù è per te ora dolce come lo era quando lo hai ricevuto nella forma dello Spirito Santo? Se Lo è, allora batti gli occhi in fretta”.
Lei batté le palpebre in modo rapido a tutta velocità tanto che le lacrime fluivano dagli angoli dei suoi occhi. Pochi istanti dopo Ella Branham entrò in una dimensione superiore. Bill pianse dentro di se, pensò a quanto fu difficile la vita per sua madre quando era giovane e così povera, lottando per crescere i suoi dieci figli negli anni fino e attraverso la Grande Depressione. La sua lunga lotta era finita. Un giorno nuovo e felice si estendeva all’infinito davanti a lei.
Disse ai suoi fratelli e a sua sorella: “Ora che la mamma non c’è più, la famiglia non sarà più la stessa. Era il nostro posto di ritrovo. Dubito che ci ritroveremo ancora insieme tanto quanto eravamo abituati”.
La preparazione del funerale e le discussioni di famiglia lo occuparono per il resto della giornata. Quando finalmente tornò a casa quella notte, il peso della perdita della sua mamma si faceva ancora sentire. Seduto nella sua stanzetta, prese una nuova Bibbia che una donna di Chicago le aveva inviato come regalo. Questa edizione di Re Giacomo, aveva tutte le parole di Gesù stampate in rosso. Bill pregò: Padre celeste, mi darai qualche conforto dalla tua Parola” Aprì la Bibbia a caso, subito vide la sua risposta a lettere rosse: “Non piangere. Lei non è morta, ma dorme”.
Quelle parole lo aiutarono ad addormentarsi. La mattina dopo si svegliò verso le 8 e girovagò in cucina, dove Meda stava cucinando la colazione. Rebecca e Giuseppe erano già seduti al tavolo. Sarah presto si unì a loro. Mangiarono mestamente.
“Dov’è la nonna, adesso?” chiese Giuseppe.
Come spiegare la morte ad un bambino di sei anni? “Il suo corpo è giù alle pompe funebri”, spiegò Bill, “Ma la sua anima è andata al piano di sopra in cielo”.
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“Tornerà giù stasera? Mi manca”.
“No, Giuseppe, non so quando tornerà. Quando Gesù ritorna, lei tornerà con lui”.
Bill lasciò il tavolo della cucina ed entrò nel salotto. Improvvisamente il soggiorno non c’era più, in realtà tutta la sua casa non c’era. Gli sembrava di essere in aria nella parte posteriore di un enorme anfiteatro all’aperto. Una grande folla di persone sedeva in file semicircolari che scendevano giù al palcoscenico centrale. Di fronte al palco le prime tre file di sedie erano state rimosse, facendo spazio per un centinaio di bambini storpi e disabili che sembravano essere in attesa del loro turno per la preghiera. Bill poteva vedere un uomo in abito scuro in piedi dietro un podio sul palco, che guidava il pubblico a cantare inni cristiani. Quel leader dei cantici gli sembrava stranamente familiare. In una frazione di secondo la prospettiva di Bill cambiò e ora era lui l’uomo sul palco che guidava la congregazione nel canto. Come l’inno finì, notò una signora entrare sul retro dell’anfiteatro e camminare lungo il corridoio verso il palco. Pensò che fosse una celebrità, perché la gente si alzò in piedi riconoscendola mentre passava. Lo stile del suo vestito sembrava quello che portavano le donne verso l’inizio del ventesimo secolo. Indossava una gonna bianca e una camicetta bianca con maniche a sbuffo e un alto colletto abbottonato. Le sue scarpe in pelle erano allacciate fino alle caviglie e i suoi lunghi capelli erano raccolti e appuntati sotto un elegante cappello a tesa larga.
Bill decise di condurre tutti in un coro di scuola domenicale, che avrebbe dato a questa celebrità tempo di sedersi prima di iniziare il suo sermone. Cantò “Portateli dentro; portateli dentro; portateli dentro; dai campi del peccato. “Portateli dentro; portateli dentro; Portate i piccoli a Gesù “Arrivata di fronte, questa illustre donna salì sul palco e si fermò ad un lato del podio. Spontaneamente, il pubblico applaudì. Bill si voltò per salutarla. Aveva la testa china in modo che la tesa del cappello le nascondeva momentaneamente il viso. Quando lei alzò la testa, Bill fu sorpreso di vedere sua madre che lo guardava dalla bellezza della sua giovinezza.
“Mamma?” Chiese.
Ella sorrise e annuì. “Sì, Billy”.
Prima che potesse dire un’altra parola, l’anfiteatro si scosse per la scarica simultanea di lampi e tuoni. Alla fine di quei tuoni, udì una voce dire: “Non preoccuparti per tua madre. Ora è come era nel 1906”.
“1906”? Fece eco Bill, mentre stava attraversando di nuovo il mondo naturale.
Meda, che si trovava appena dentro la soglia della cucina, chiese: “Qual è il problema con te, Bill?”
“Tesoro, ho appena avuto una visione della mamma che stava proprio qui. Devo scoprire cosa è successo nel 1906”?
Più tardi quel giorno aprì la Bibbia di sua madre al risguardo dove aveva registrato le date importanti della famiglia. Trovò l’anno in cui Ella Harvey aveva sposato Charles Branham. Ciò spiegava l’enigma. Nel 1906 sua madre sposò suo padre. Ora era un altro tipo di sposa che fa parte di una sposa collettiva, la sposa del Signore Gesù Cristo.
Bill sapeva che l’avrebbe rivista di nuovo in un posto migliore.
Ormai novembre aveva ancora una volta raffreddato il paesaggio dell’Indiana, anche se non aveva ancora nevicato. Dal momento che Bill aveva cancellato tutte le sue campagne fino alla fine dell’anno, decise per il mese successivo di digiunare e pregare a proposito di quale corso avrebbe dovuto prendere il suo ministero nel 1962. Intorno alle 3 del mattino di martedì, 21 Novembre 1961, si alzò dal letto, entrò nel salotto, accese la luce e si inginocchiò per pregare accanto ad una sedia. Dopo pochi minuti sentì il suo corpo muoversi. Aprendo gli occhi, fu sorpreso di ritrovarsi a camminare sulla cima di una mappa gigante del Medio Oriente. Gli sembrò di trovarsi a camminare verso ovest in una sottile striscia azzurra che attraversava il suo cammino in lontananza. In sottofondo sentì qualcuno cantare, “Vado verso il fiume Giordano”. Quando ebbe coperto circa i due terzi della distanza dalla striscia blu di inchiostro sulla carta, disse: “Lode a Dio, dall’altra parte di quel fiume c’è la Palestina, la terra promessa, dove dimora ogni promessa”.
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Improvvisamente fu di nuovo nel salotto, ancora inginocchiato in preghiera accanto alla sedia. “Posso essermi addormentato e aver sognato questo”? Pensò. “Dopo tutto è notte”. Come se Dio volesse rispondere a questa domanda, sentì il suo corpo di nuovo in movimento, salì dal pavimento fino a quando lasciò la stanza. Questa volta la visione lo mise su una strada stretta e rettilinea che attraversava delle pianure erbose. Stava camminando accanto a un fratello cristiano che egli non conosceva. Altre persone stavano camminando lungo questa strada e tutti sembravano avere paura di qualcosa. Bill disse: “Ora sono sicuro che questa è una visione e il Signore Dio è qui. Ma di che cosa hanno tutti paura”?
Una voce profonda e risonante disse: “C’è grande pericolo in questi giorni. C’è un serpente orribile, che uccide quando colpisce”.
Proprio in quel momento Bill sentì qualcosa che si avvicinava attraverso l’erba alta. Si fermò a guardare un enorme serpente nero che strisciava sulla strada di fronte a lui. Bill riconobbe che era un mamba africano, uno dei più letali serpenti del mondo. I mamba sono serpenti veloci e aggressivi, con l’abitudine di alzarsi parzialmente da terra e colpire la preda a metà corpo o alla testa. Il loro veleno è così potente e ad azione rapida che quasi il 100 per cento delle persone che sono morsi dal mamba muoiono, a meno che non ricevano un trattamento antidoto subito dopo il morso. Di conseguenza, i nativi africani sono spaventati a morte dal mamba. Una volta, mentre era a caccia in Africa, un portatore gridò: “Mamba” e Bill vide quegli indigeni lasciare cadere le sacche e persino scontrarsi l’uno contro l’altro per la fretta di allontanarsi.
Nella visione, questo mamba lo fissava con una cattiva intenzione, la sua lingua guizzava dentro e fuori dalla bocca. Il fratello Cristiano si fermò accanto a lui, indietreggiando, lasciando Bill di fronte a questa minaccia mortale da solo. Il mamba attaccò. In un primo momento si mosse in fretta, ma come avanzava, si muoveva sempre più lentamente fino a quando qualcosa lo fermò a pochi passi da lui. La sua bocca si aprì e le zanne sussultarono, ma più che provava, più non riusciva a mordere. Così scivolò attorno e lo attaccò dall’altro lato. Successe la stessa cosa. Arrivò a pochi passi da lui, e poi qualcosa di misterioso gli impedì di avvicinarsi ulteriormente. Infine, rinunciò e cambiò le vittime, attaccando invece l’amico di Bill. L’anonimo fratello balzò da parte, scappando. Il mamba continuava a colpire l’uomo che continuava a saltare per sfuggire.
Bill pensò: “Non c’è da stupirsi se su questa strada tutti hanno tanta paura”. Lanciò le mani in aria, e pregò: “O Dio, abbi pietà del mio fratello. Se il serpente lo morde, lo ucciderà. “Appena disse questo, il mamba minacciò nuovamente di colpire Bill. Da qualche parte sopra di lui, quella voce disse: “Stai di buon animo. Ti è stato dato il potere di legarlo”.
“Bene, Dio, che cosa devo fare”?
“Per fare questo, devi essere più sincero”.
Il mamba stava strisciando nuovamente verso di lui.
“Dio, perdonami per la mia mancanza di sincerità e aiutami ad essere più sincero”. Improvvisamente un’unzione scese in lui e caricò il suo corpo con una potenza che poteva sentire. Indicando il mamba, disse: “Satana, nel nome del Signore Gesù Cristo, io ti lego”.
Immediatamente il serpente arrotolò la coda in una “figura ad 8”, con la punta della coda avvolse la sua gola si strozzò e morì. Uno sbuffo di fumo blu uscì dalla carcassa rigida, che ora sembrava innocua come un biscotto salato cotto al forno.
La voce sopra di lui disse: “Tu lo puoi anche slegare”.
Allora Satana, così che io lo possa sapere, ti slego” Il fumo blu ritornò; il serpente si rammollì e cominciò a districarsi. “Io ti lego di nuovo nel nome di Gesù Cristo”. Il fumo volò fuori di nuovo e il mamba si strozzò di nuovo in un cristallino bretzel (biscotto salato che richiama la forma dell’8).
Poi sentì la sveglia suonare nella sua camera da letto. Successivamente sentì Meda camminare lungo il corridoio e dire a Sara e a Becky che era ora di alzarsi. La casa si riempì con il tipico rumore di bambini che si preparano per la scuola. Bill si ritirò nel suo studiolo a pensare alla visione. Il mamba, ovviamente, rappresentava il peccato al suo peggio. Il potere di legare Satana era
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disponibile. Che altro poteva significare? Bill pregò: “Padre celeste, prima che il tuo Spirito mi lasci e io debba portare i miei figli a scuola, vuoi spiegarmi cosa stai cercando di dirmi in questa visione mostrandomi qualcosa nella tua Parola?”
Quando aprì la sua Bibbia, il pollice premette la pagina direttamente in I Corinzi 5:8, “Celebriamo dunque la festa, non con vecchio lievito, né con lievito di malizia e di malvagità, ma con gli azzimi della sincerità e della verità”. Ora capì. Egli aveva intenzione di digiunare e pregare per il suo futuro. Spiritualmente parlando, il digiuno del corpo è una festa con il Signore. Dio gli stava dicendo che durante questo digiuno, egli doveva essere più sincero di quanto non fosse mai stato prima. Questo significava che si stava avvicinando qualcosa di importante. Camminando verso quel fiume sulla mappa gli ricordò di come Giosuè condusse gli Israeliti fino al fiume Giordano e poi guardò oltre il fiume, alla Terra Promessa, dove lui avrebbe dovuto dividere e distribuire in eredità la terra al popolo di Dio. A quel tempo il Signore disse a Giosuè: “Oggi comincerò a magnificare te agli occhi di tutto Israele, perché sappiano che come sono stato con Mosè, così sarò con te”. Bill non potè mai dimenticare il giorno in cui una mano senza corpo apparve nella sua stanza, aprì le pagine della sua Bibbia e indicò i primi nove versi di Giosuè. Come avrebbe potuto dimenticarlo? Scrisse la visione nel risguardo della sua referenza biblica Scofield - la stessa Bibbia che usava costantemente a casa e in viaggio. Sin da quel giorno nel 1952, seppe che il suo ministero in qualche modo sarebbe stato parallelo al ministero di Giosuè.
La mattina seguente, Mercoledì 22 novembre, Bill si svegliò prima che la sua sveglia suonasse. Qualcosa stava chiacchierando con lui da un angolo della sua camera da letto. Giratosi, fu sorpreso di vedere un demone orrendo in piedi in un angolo. Sembrava qualcosa di simile a un uomo di Neanderthal con corna sporgenti dalla sua testa, che schiamazzava come una gallina che aveva appena deposto un uovo. Invece di spaventarlo, lo divertiva. Il tipo di demone sembrava Alley Oop, caratteristico personaggio cavernicolo che aveva visto nella sezione fumetti del giornale. “Meda”, disse, raggiungendola e mettendole una mano sulla spalla. “Meda, tesoro, guarda quello”. Decise di non svegliarla, pensando: “Questo la spaventerebbe a morte”.
Più a lungo ascoltava le chiacchiere del demone, più riusciva a distinguere le parole. Stava parlandogli, accusandolo, dicendogli cose come: “Tu non hai alcun potere con Dio. Sei solo un bluff. Tu non hai alcun potere affatto”.
Bill disse: “Satana, sei un’offesa per me. Esci dalla mia strada nel nome di Gesù Cristo. “Come il contenuto della tazza del gabinetto scende giù per lo scarico, questo demone roteò in un grumo e scomparve. Bill si accomodò sul cuscino, godendo della quiete improvvisa. Poi sentì una dolcezza particolare circondarlo, riempiendo la sua coppa di gioia fino a traboccare. “Mi chiedo se lo Spirito Santo è vicino a me, adesso”? Pensò.
Dall’angolo opposto della sua camera da letto, la voce più dolce che avesse mai sentito, disse: “Non temere di fare qualcosa o andare da qualche parte o dire qualcosa, perchè la presenza immancabile di Gesù Cristo è con te dovunque tu vada”.
Quella mattina, dopo aver portato i suoi figli a scuola, si infagottò con i vestiti più caldi dell’inverno, si diresse verso l’area selvaggia di Tunnel Mill e si incamminò in direzione della sua caverna. Indipendentemente dal freddo, doveva digiunare e pregare. Qualcosa di importante si stava avvicinando. Lo sentiva nelle sue articolazioni, nei suoi nervi e nel suo spirito.