08 nov 2015

Capitolo 16 Come un pipistrello uscito dall’inferno 1933—1934

LA COSTRUZIONE all’angolo dell’appezzamento dell’8 strada e Penn street fu terminata verso la fine di settembre del 1933. Per amore e per rispetto del loro pastore, la congregazione si accordò per chiamare l’edificio: “Branham Tabernacle”. Non sembrava la tipica struttura di una chiesa. Non aveva campanile, una grande croce, non un tetto appuntito, un soffitto costoso. Era un semplice edificio di blocchi di cemento, con il tetto leggermente inclinato, una contro facciata, comuni finestre e una porta ordinaria. La gente della zona si burlava dicendo che sembrava più un garage o un magazzino che una chiesa. Ma a William Branham sembrava meravigliosa. Egli collocò il pulpito nell’esatto punto dove si era inginocchiato, quando il Signore gli diede l’ispirazione di comprare questo pezzo di terra. Posizionò tre crocifissi di fronte all’auditorio—uno sul pulpito e uno per parte sulle pareti dietro il pulpito—proprio come le aveva viste nella visione. L’intero progetto costò 2.ooo $ per completarlo e ci vollero 20 anni per pagare alla banca gli interessi e estinguere l’ipoteca. Era molto denaro da finanziare per una povera congregazione nel mezzo della grande depressione. Per essere sicuro che il Tabernacolo Branham potesse pagare il suo debito mensilmente, Bill rifiutò di prendere qualsiasi decima e offerta dalle persone per il proprio sostentamento, preferendo invece reinvestire il denaro nella costruzione.
       Bill mantenne il suo lavoro alla Public Service Indiana, sebbene fosse stato trasferito in un altro dipartimento. Ora lui faceva il controllore delle linee elettriche ad alto voltaggio che correvano attraverso la campagna. Il lavoro si combinava così bene con il suo incarico di guardiacaccia che spesso poteva svolgerli entrambi allo stesso tempo.
       Ciò gli fu propizio perché egli non aveva ancora guadagnato niente con il suo lavoro di guardiacaccia.
    Un modo per tenere i costi bassi della costruzione del Tabernacolo Branham, per Bill fu di lasciare il pavimento in terra battuta. Quando il terreno all’esterno ghiacciava, il pavimento gelava anche all’interno. Un mercoledì Bill si presentò presto per il servizio serale e accese le due stufe a carbone, per tenere fuori il freddo gelido dalla chiesa, prima che cominciasse ad arrivare la congregazione. Le persone entrarono nella chiesa sul suolo ghiacciato, ma nel frattempo che il servizio finì, il suolo si scongelò in un fangoso, appiccicoso disastro. Nonne e nipoti nella stessa maniera sprofondavano fino alle caviglie, divincolandosi cercando di uscire. Tuttavia tutti quanti in seguito fecero una risata di cuore ripensandoci, poi ricoprirono il pavimento di segatura affinché non dovesse ripetersi di nuovo.
     Bill abbracciò la sua carica di pastore con l’energia della gioventù e lo zelo di un giovane il quale finalmente aveva scoperto la sua passione. Inoltre a tali aspettati doveri come il predicare, consigliare e pregare per gli ammalati, lui guidava anche i canti, pagava i debiti e puliva la cenere delle due stufe; per qualsiasi cosa che si presentava e occorreva fare, Bill occupava il suo tempo volontariamente.
       Essendo completamente nuovo come pastore e come cristiano, i giorni di Bill furono pieni di esperienze istruttive—alcune prevedibili, altre particolarmente strane. Ritornando a casa un sabato sera con la sua macchina, i fari di Bill rilevarono un ubriaco barcollante sulla strada. Appurò che era Wayne Bledsoe, un giovane che era stato amico di suo fratello Edward. Il proibizionismo era ancora in vigore, così Bill mise Wayne in macchina e portò l’ubriaco a casa con lui, prima che l’uomo inciampasse nelle mani della legge. Aiutò Wayne ad entrare in casa, lo mise nel proprio letto, poi fece posto per dormire per se sul divano.
       “Wayne non ti vergogni di te stesso”? Bill lo rimproverò.
       “Tu—Billy—tu – non dire così, Billy”.
      “Il bere non è una risposta. Ti ucciderà prima del tempo. Quello che dovresti fare è dare la tua vita a Gesù. Ciò allungherà il tuo tempo per l’eternità”.
      Bill stese le sue mani sulla fronte di Wayne. “pregherò per te, Wayne”.
       Fuori, improvvisamente arrivò un taxi. Bill udì la porta sbattere e dei passi correre per il marciapiede. Una donna batté freneticamente sull’uscio, chiamando, “Fratello Bill. Fratello Bill”!
     Bill pensò, “Santo cielo, qualcuno starà morendo”. Accese la luce, si vestì e corse alla porta.
     Sul vano della porta riconobbe la diciottenne Nellie Sanders, aveva la faccia pallida e gli occhi rossi e gonfi. “Nellie, entra”.
       Nellie entrò. “Oh, Bill, sono finita, sono finita”.
       “Cosa c’è, Nellie? Hai un attacco cardiaco”?
    “No, fratello Bill. Andavo giù in Spring street — non avevo intenzione di fare del male Bill, credimi, davvero”!
      La mente di Bill roteava, chiedendosi come doveva comportarsi con questa ragazza isterica. “Ora, calmati, sorella. Dimmi di che si tratta”.
      Anche Nellie era una nuova cristiana, una convertita ai raduni di giugno nella tenda. Prima di dare il suo cuore a Gesù era una delle migliori ballerine della città; il suo partner di ballo, Lee Horn, aveva ancora le coppe che lo provava.
      Nellie fece un profondo respiro per calmare le mani tremanti, provò a parlare lentamente e chiaramente, ma le parole presero velocità e alla fine la si poteva a stento comprendere. “Stavo camminando presso la Redmann’s Hall e udii la musica da ballo. Mi fermai un minuto per ascoltare. La musica mi piaceva sempre di più. Io dissi: Signore, Tu sai che ti amo, ma certamente ricordavo il tempo quando io e Lee vincevamo tutte quelle coppe e i premi. Forse se salgo su, potrò testimoniare a qualcuno di quelle persone. Così salii le scale e prima di sapere quello che stavo facendo, mi trovai sulla pista da ballo nelle braccia di qualche ragazzo. Oh Bill, sono ora persa per sempre? Non voglio finire come Margie”
       Bill si ricordò di Margie, la ragazza in quel succinto costume da bagno che rifiutò d’andarsene con la barca, quando egli stava battezzando i convertiti dopo le riunioni di risveglio in giugno. Quando quella Stella misteriosa scese dal cielo, Margie svenne. Più tardi lei cominciò a bere. Durante una lite in un bar, qualcuno gli sfregiò la faccia con una bottiglia rotta, ferendola gravemente. L’ultima volta che Bill sentì parlare di lei, seppe che era in manicomio.
      Nellie era così sconvolta che tremava tutta. Bill cercò di consolarla. “No, sorella non sei persa. Ma tu hai fatto l’errore di fermarti un momento ad ascoltare la voce del diavolo che ti richiamava indietro ad essere quella che eri prima d’incontrare Gesù. Io non sono cristiano da molto tempo, ma so già che la più grande battaglia che sia mai stata combattuta è nella mente umana. E’ la battaglia tra fede e dubbio. Crederai tu alla parola di Dio o la dubiterai? Devi fare la tua scelta”.
       “Oh, Billy, voglio scegliere la fede in Gesù”.
      Wayne Bledsoe aveva smaltito un po’ la sbornia ed era seduto sul letto, osservando curioso il trambusto.
      “Io non conosco molto la Bibbia”, disse Bill: “Ma credo che Gesù affermò: ‘Nel mio Nome cacceranno demoni’”. Impose le mani sulle spalle di Nellie e pregò: “Diavolo, io non so chi tu sei, ma questa è mia sorella e tu non hai nessun diritto di trattenerla. Tu dovrai lasciarla ora. Mi senti”?
      La porta scorrevole cominciò ad aprirsi e chiudersi rapidamente da se stessa—boomboom— bang—bang.
     Gli occhi di Nellie si sbarrarono. Billy, guarda là. Cosa succede”
    Bill fu come sorpreso. “Non so” Bill guardò indietro verso Nellie e pregò: “Lasciala, satana; nel nome di Gesù”.
      Come Bill nominò il nome di Gesù, un’ombra spettrale si levò da dietro Nellie Sanders, sembrava un gigantesco pipistrello, con peli lunghi che gli ciondolavano dalle ali e dai piedi. Con un grugnito gutturale “rrrrrrrrrr” andò verso Bill, il quale gridò: “Sangue di Gesù, proteggimi”! Il demone si girò e andò verso il letto di Wayne che era seduto. Fece un circolo e sparì nel letto. Occhi sbarrati e improvvisamente sobrio, Wayne velocemente tolse via le coperte, e schizzò nella camera accanto.
       Bill accompagnò Nellie a casa in macchina. Quando ritornò, lui e sua madre disfarono il letto e scrollarono le lenzuola. Non c’era dentro niente. Preoccupato, Bill parlò dell’accaduto ad alcuni ministri. In pratica gli diedero tutti la stessa risposta: “Billy Branham, il tempo di scacciare i demoni è finito. Inoltre, non si può vedere un demone vicino all’uomo. Deve essere la tua immaginazione”. Bill rifiutava questa idea perché anche Wayne e Nellie avevano visto l’apparizione. Era questo il demone che lo affliggeva continuamente? Era lui che lo seguiva? Era lui che gli era sempre vicino? Era lui il responsabile di tutte quelle strane cose che succedevano nella sua vita, inclusa la visione? Pensieri come questi lo tormentavano continuamente, Bill si chiedeva come mai la sua vita era così differente da quella degli altri ministri che conosceva.