06 nov 2015

Capitolo 52 Un’aquila sul sentiero del Troublesome River 1950

MENTRE L’ESTATE del 1950 lasciava il posto all’autunno,
William Branham non poteva reprimere il suo crescente entusiasmo.
La sua stagione preferita si stava avvicinando. Bill amava ottobre per
la sua passione, perché ottobre significava stagione di caccia; la
stagione di caccia gli portava un cambiamento, una sfida e un
periodo di libertà.
La caccia significava per Bill non solo una pausa dal suo programma
fitto d’appuntamenti. La caccia lo riportava alle sue radici. Da
ragazzo, la natura lo aveva sostenuto emotivamente, era stata la sua
consolatrice, la sua felicità e il suo equilibrio. Era l’unico posto, nella
sua travagliata infanzia, dove aveva vissuto la pace della mente. La
natura gli dava ancora pace. La caccia gli dava la possibilità di
sfuggire alla costante richiesta del suo pubblico ministero e di avere
un piacevole tempo di comunione con il suo Creatore e la bellezza
della perfetta creazione di Dio. Il campeggio gli dava tempo per
rilassarsi, per riflettere, per cercare dentro di sé il vero scopo della
sua vita, gli dava il tempo di esaminare i suoi obiettivi, le sue
motivazioni e vedere se era ancora sul sentiero giusto. L’aria fresca
di montagna lo ringiovaniva, corpo, mente e spirito.
Bill andava a caccia ogni autunno e anche nell’ottobre del suo
matrimonio con Meda, nel 1941, non aveva infranto questa
tradizione, ma semplicemente aveva combinato il suo viaggio di
nozze con il viaggio di caccia. Dopo quell’escursione, Meda decise
270
che non gli piaceva quel tipo di vacanza, così non andò mai più a
caccia con suo marito. Di conseguenza, in tutti gli anni del loro
matrimonio, Bill e Meda non trascorsero mai il loro anniversario
insieme, perché il giorno 23 ottobre, Bill era sempre stato in
campeggio, lontano dalla civiltà. Quando Bill era giovane, cacciava
vicino a casa. Ma negli ultimi anni – da quando la sua vita si
svolgeva sull’intero continente nord americano – Bill trascorreva le
sue vacanze di caccia sulle montagne rocciose del Colorado. Ecco
dove era diretto anche quest’anno, nell’ottobre 1950.
Era a caccia di alci. La stagione era aperta da una settimana, così i
branchi d’alci avevano già lasciato il fondovalle; ma tutto questo era
nei piani di Bill. Sapeva che, non appena i primi colpi della stagione
venivano sparati, gli alci si spostavano sulle vette, dove era più
difficile raggiungerli. La maggior parte dei cacciatori non aveva né il
tempo né l’energia di seguire i branchi in quei luoghi impervi. Bill li
aveva entrambi. Lui e un amico cavalcarono nella valle del
Troublesome river, accampandosi dove il fiume si diramava, almeno
a 320 Km dalla città più vicina e a 50 Km dal più vicino avamposto
della civiltà.
La mattina seguente, i due uomini si separano. Bill seguì un ramo del
fiume che porta nella parte alta del territorio, mentre il suo amico
seguì l’altro ramo. Programmarono di girare intorno ad una
particolare montagna e di incontrarsi dopo alcuni giorni.
Bill s’avviò attraverso il fitto sottobosco e nei boschetti di pioppo,
costeggiando il Troublesome River . Quando diventò impossibile
seguire il sentiero, Bill lasciò il fiume e seguì un burrone, cavalcando
su per ripidi pendii coperti d’abeti rossi, larici, cedri e pini. Quando,
infine raggiunse il limite della vegetazione arborea, decise di
smontare. Non era ancora nevicato quest’anno, così i branchi d’alci
erano ancora sparsi qui, tra le alte vette. I cavalli in queste radure
271
avrebbero attirato troppa attenzione. Avrebbe avuto una maggiore
possibilità di sparare ad un maschio d’alce se fosse andato a piedi.
Bill legò i suoi due cavalli e diede loro abbastanza corda in modo che
potessero foraggiare in sua assenza. Poi, con il fucile in mano,
trascorse il resto della giornata facendosi strada attraverso i massi
lungo la vegetazione arborea, rimanendo tra i sempreverdi per
nascondersi il più possibile.
Quel pomeriggio un’unica nube di temporale ribolliva sopra il
frastagliato orizzonte. I fulmini elettrificavano l’aria e i tuoni
crepitavano, così che sembrava come se la montagna si dovesse
spaccare in due. La pioggia iniziò a cadere. Bill si rifugiò sotto un
ampio albero dai rami cespugliosi, che lo tenne asciutto, come se
fosse stato sotto un ombrello. Appoggiò il suo fucile contro il tronco
e si mise ad osservare tutta la valle, pensando a quanto era grande e
buono il suo Creatore e Signore.
Dopo 20 minuti, la pioggia cessò. Un freddo vento soffiava giù dalla
vetta, congelando le gocce di pioggia mentre cadevano sui rami,
rivestendo gli alberi della valle con migliaia di piccoli ghiaccioli. Era
un panorama mozzafiato. Il sole avanzava lentamente verso il basso,
sotto le nuvole, fino a quando toccò le vette dell’ovest, bagnando il
mondo di una luce arancione intensificata dalle ombre e delineando
chiaramente le frastagliate cime delle montagne contro il cielo. Un
arcobaleno si arcuava in tutta la valle. La gioia di Bill salì al culmine
di quell’arco. Disse ad alta voce, “Oh, grande Geova Dio, ecco il tuo
arcobaleno nel cielo; quel meraviglioso patto del Vecchio
Testamento con il Tuo popolo, dove Tu hai promesso che non avresti
mai più distrutto nuovamente la terra con un diluvio”. Poi pensò al
capitolo l0 di Rivelazione, che descrive un arcobaleno che copre il
capo di Cristo, a significare il patto del Nuovo Testamento. Che era il
più bello di tutti – un patto di sangue, in cui Dio promise di salvare
272
tutti coloro che avessero guardato al sacrificio di Suo Figlio, Gesù
Cristo. Le lacrime colavano sulle guance di Bill, mentre pensava.
Il branco d’alci doveva essersi disperso durante il temporale. In
lontananza, Bill poteva sentire i maschi chiamarsi l’un con l’altro. Da
qualche parte tra le vette, ma non troppo lontano – Bill sentì un lupo
grigio ululare. La sua compagna rispose dal basso. Bill sentì l’eredità
di sua nonna crescere dentro di lui – il sangue indiano Cherokee, per
il quale, Bill credeva fosse il motivo del suo profondo amore per la
natura. Le montagne respiravano con la potenza di Dio; sembrava
come se il suo Creatore lo chiamasse da ogni ago di pino o dalle
rocce. Bill non poteva più trattenersi. Si mise a correre intorno
all’albero così veloce, tanto quanto le sue gambe potevano andare,
gridando lodi a Dio il più forte che la sua voce poteva gridare. Infine
si fermò appoggiandosi contro il tronco nodoso per riprendere
respiro. A cinquanta metri più in giù dal pendio, uno scoiattolo
sedeva su di un tronco chiacchierando incessantemente.
“Per quale motivo sei così eccitato, amico”? Chiese Bill. “Non ti farò
del male”.
Bill notò che lo scoiattolo non guardava nemmeno nella sua
direzione. Lo seguì con lo sguardo giù dal pendio diagonalmente in
un luogo, dove diversi alberi morti si erano rovesciati e lì vide ciò
che aveva catturato l’attenzione dello scoiattolo. La tempesta aveva
fatto atterrare una grande aquila dalla testa bianca, che muovendosi
di qua e di là usciva fuori da alcuni cespugli, poi si fermò in una
radura, guardando avanti e indietro tra l’essere umano e lo scoiattolo.
Bill disse: “Dio, io Ti vedo nei sempreverdi e nelle cime frastagliate;
Ti vedo nella tempesta, nel vento, nel tuono, nel fulmine, e nella
pioggia; Ti vedo nel tramonto e nell’arcobaleno, ma non Ti vedo
273
ancora in quest’aquila. È solo un animale. Perché hai diretto la mia
attenzione verso quest’uccello”?
Egli notò l’aquila che appariva bella e calma. Pensò: “So che Dio
vuole cristiani coraggiosi, quando si tratta di credere alla Parola di
Dio. Mi chiedo se Dio vuole che osservi quest’aquila perchè non ha
paura. Credo che scoprirò, quanto sia realmente coraggiosa”. Ad alta
voce disse: “Perché non hai paura di me? Non sai che posso
spararti”?
Non appena Bill parlò, l’aquila ignorò lo scoiattolo e guardò solo
all’essere umano. Bill finse d’afferrare il suo fucile. L’aquila non si
scompose. “Ancora non hai paura? Mi domando perché”? Poi vide
l’aquila flettere due volte le ali in un lento, grazioso movimento
circolare. “Ora vedo il motivo per cui sei così coraggiosa. Dio ti ha
dato quelle due ali in modo che tu possa uscire da una situazione di
pericolo e hai fiducia nel dono che Dio ti ha dato. Non importa
quanto potrei essere veloce con il mio fucile, voleresti in quei
cespugli prima che io possa sparare . Finché hai quelle ali, tu sai che
sei al sicuro. E fintanto che posso sentire il movimento dello Spirito
Santo nella mia vita, so che anch’io sono protetto”.
L’aquila e l’uomo si guardarono a vicenda molto a lungo con rispetto
reciproco. Infine il grande uccello guardò lo scoiattolo che stava
ancora chiacchierando incessantemente. L’aquila sembrava
disgustata da queste costanti chiacchiere. Balzando in aria,
compresse due volte le ali e poi le dispose per catturare il vento. Non
sbatté mai le ali di nuovo; la corrente d’aria la sollevò sempre più in
alto nel tramonto.
Bill guardò l’aquila fino a quando fu solo un punto di matita alto nel
cielo. Il sole, ormai era calato in una sella tra due vette, ricordandogli
il grande Onniveggente occhio di Dio, che guarda con approvazione
274
la sua creazione. Bill sollevò le mani e adorò, “Padre Celeste, com’è
meraviglioso il Tuo creato. Aiutami ad essere come quell’aquila.
Aiutami a lasciare dietro di me tutte queste chiacchiere-chiacchierechiacchiere
legate alla terra. Insegnami come porre le mie ali nella
potenza di Dio e sollevarmi nello Spirito a qualsiasi altezza Tu mi
abbia chiamato ad andare”. Quella sera, seduto a gambe incrociate
davanti al fuoco del bivacco, Bill tolse la sua Bibbia consumata della
bisaccia, aprì in Esodo 19, e lesse:
“...Israele si accampò di fronte al monte. Mosè salì verso Dio e il
SIGNORE lo chiamò dal monte dicendo: «Parla così alla casa di
Giacobbe e annunzia questo ai figli d’Israele: “Voi avete visto quello
che ho fatto agli Egiziani e come vi ho portato sopra ali d’aquila e vi
ho condotti a Me. Dunque, se ubbidite davvero alla Mia voce e
osservate il Mio patto, sarete fra tutti i popoli, il Mio tesoro
particolare; poiché tutta la terra è Mia”;
Come sembrava sorprendente che Dio comparasse il suo profeta
Mosè alle ali delle aquile. Ma dopo quello che Bill aveva visto oggi,
non fu sorpreso. Egli sapeva che l’aquila aveva la vista più acuta di
ogni altra creatura del regno animale, il che significava che era in
grado di volare più in alto e vedere più lontano di qualsiasi altro
uccello. E non è questo che un profeta è stato chiamato a fare? Per
vedere più lontano di chiunque altro, sia nel passato o nel futuro, o
addirittura nella mente di Dio?
Bill pensava alle visioni che gli avevano consentito di vedere nel
passato e nel futuro. Egli sapeva che tale dono non era per il proprio
uso personale, ma piuttosto era per il beneficio della chiesa di Gesù
Cristo in tutto il mondo. Ma qual era il suo scopo ultimo? Bill
ricordò la voce al fiume che disse: “Come Giovanni Battista è stato
inviato a precedere la prima venuta di Gesù Cristo, così tu sei inviato
a precedere la Sua seconda venuta” Che cosa significava
275
esattamente? Questo ministero, stava gettando un fondamento per
qualcosa di gigantesco? Era la venuta di Gesù Cristo vicina?
Trasportato da questi pensieri, Bill s’innalzò più in alto dell’aquila,
nei cieli dove gli atomi si diradavano, passò la luna e i pianeti, passò
la Via Lattea, fino a galleggiare tra le innumerevoli galassie, in un
universo così vasto che i suoi sensi mortali erano inutili. Gli sembrò
un peccato dover tornare sulla terra, ma il fuoco si era spento,
facendolo rabbrividire per la fredda aria di montagna. Attizzò la
brace fino a che le fiamme avvamparono di nuovo, poi gettò su un
altro ceppo e il fuoco si accese di nuovo, caldo e vivace.
Mentre Bill guardava il fuoco e le scintille, pensava al fuoco
soprannaturale che accompagnava i suoi meeting. Com’era differente
da questo fuoco terreno. Molte volte egli aveva cercato di descrivere
il fenomeno alle persone, ma la sua descrizione era sempre al di sotto
della realtà. La dimensione di questa luce poteva avere un diametro
di 30 cm. o più. Talvolta era sferica, come una stella, a volte
sembrava cilindrica e stava in posizione verticale come una colonna
di fuoco; altre volte era piatta e posta orizzontalmente, ruotando
come una galassia della Via Lattea in miniatura. Talvolta sembrava
di color ambra, ma altre volte brillava di color smeraldo o verde
giallognolo. A volte brillava con tutti i colori dell’arcobaleno. Di
notte, durante le campagne di guarigione, quando si allontanava dal
lato di Bill e andava sul pubblico, era scintillante come un flash di
macchina fotografica che non si dissolve. Poi ruotava e pulsava come
se avesse una potenza viva, facendo un suono forte come di un vento
vorticoso. C’era molto di più in questa luce che dimensione e colore.
Anche se Bill non poteva vederla, sapeva quando era vicina. Egli
poteva sentirla irradiare una presenza, indescrivibile in termini
umani.
276
L’angelo del Signore sembrava essere intimamente connesso con
quella luce soprannaturale. Bill trovò l’angelo del Signore altrettanto
indescrivibile. Vero, c’erano alcuni aspetti che poteva definire, come
le spalle, la lunghezza dei capelli e la carnagione scura. Ma quando
Bill cercò di delineare il carattere in quel volto soprannaturale, non
trovò le parole. Come poteva descrivere quella pace e gentilezza
coesistere con tale schiacciante potenza? Il paradosso lo sconcertava
... Eppure era solo una delle tante cose che Bill non riusciva a
comprendere a riguardo di quell’essere soprannaturale. Egli non
sapeva il nome dell’angelo. Pur sapendo che l’angelo non era il
Signore Gesù Cristo, Bill non comprendeva la connessione tra
l’angelo e la luce soprannaturale che roteava sopra di lui. Più di tutto,
perché quest’angelo veniva a lui? Dove lo avrebbe condotto?
Bill si dimenò nel suo sacco a pelo e tirò il tessuto sopra le sue
spalle. Sdraiato supino, guardava il cielo limpido e stellato. Intorno a
lui alti alberi di pino nero puntavano verso il cielo. La costellazione
d’Orione, il Cacciatore, decorava la parte orientale del cielo. Sopra
Orione brillava la piccola scatola di stelle nota come le Pleiadi, o le
Sette Sorelle. Bill pensò a come il profeta Giobbe guardava queste
stesse due costellazioni cinquemila anni prima. Come Bill spostò lo
sguardo verso la stella Polare, notò la luce lampeggiante sull’ala di
un aereo in viaggio verso est. Pensare a quell’aereo lo rese
nostalgico. Come gli mancavano la moglie e i figli. Lui e Meda si
erano sposati nove anni prima, nell’ottobre del 1950. Tra cinque mesi
avrebbero avuto un altro bambino. Sarebbe stato bello vedere di
nuovo la famiglia, anche se lui sapeva ... qui sospirò. Come
vagavano curiose le sue emozioni in questo campo. Ogni volta che
era in viaggio, avrebbe voluto essere a casa con la sua famiglia, ma
dopo un paio di settimane a casa, bramava sempre essere di nuovo in
viaggio. Senza dubbio il Signore gli aveva dato questo tratto di
personalità che lo aiutava a fare il lavoro di evangelista. Egli ricordò
277
la visione che Dio gli mostrò quella mattina, quando mise la pietra
d’angolo per il Tabernacolo Branham. Nella visione vide l’edificio
ultimato pieno di persone, il che, naturalmente lo eccitò. Poi l’angelo
del Signore lo scioccò dicendo: “Questo non è il tuo tabernacolo”.
L’angelo lo portò su, sotto un cielo blu chiaro e gli disse: “Questo è
il tuo tabernacolo”. Passo dopo passo, si avverrò. Dal suo umile
inizio come pastore di una chiesa di una piccola città, il suo
ministero crebbe fino a ricoprire l’intero continente nord-americano
ed ora stava diffondendosi in Europa, Africa e oltre.
Un altro aereo apparve nel cielo notturno, questo si dirigeva verso
l’ovest. Bill si chiedeva da dove provenisse, il pensiero tornò al suo
inizio. Ricordò quel piccolo ragazzo scalzo, costretto a portare
l’acqua su di un colle, al suo papà produttore d’alcool di
contrabbando. Lo shock aveva segnato per sempre quel giorno nella
sua memoria. Egli ricordò la sua depressione e le lacrime, il silenzio,
l’albero di pioppo, il vortice; la voce che diceva: “Non bere mai, o
fumare, o contaminare il tuo corpo in qualsiasi modo. Ci sarà un
lavoro da fare per te, quando sarai più grande”. Bill pensò spesso a
queste parole durante la sua travagliata infanzia e adolescenza. In
un’occasione, quando egli provò a bere whisky e un’altra volta,
quando aveva provato a fumare una sigaretta, il suono del vortice gli
aveva ricordato in fretta queste parole, fermandolo dal ripetere gli
errori del padre.
La sua era stata un’infanzia difficile, piena di povertà, di rifiuto, e
confusione. Egli non trovò pace, finché, da giovane, arrese la sua vita
al Signore Gesù Cristo. La confusione non scomparve, finche non
ebbe incontrato l’angelo del Signore faccia a faccia. Quella notte, del
7 maggio 1946, rimase indelebilmente impressa nella sua memoria –
la grotta, il buio, la sua agonia mentale e la disperazione e la luce; i
passi; l’uomo che uscì da quella luce; la paura di Bill che si sciolse
278
nella pace appena l’angelo disse: “Non temere”; e il suo messaggio –
Bill non avrebbe mai dimenticato le parole dell’angelo, “Sono stato
inviato dalla presenza di Dio Onnipotente per dirti che la tua
peculiare nascita e la tua vita non compresa, stanno per indicare che
sei stato chiamato per portare un dono di guarigione Divina ai popoli
del mondo”.
Successe proprio come l’angelo gli aveva detto che si compierebbe.
Nel 1946, Bill era uno sconosciuto predicatore, di una piccola città.
Nel 1950, solo quattro anni più tardi, egli era così ben conosciuto e
rispettato, che re ed alti funzionari desideravano le sue preghiere. I
ministri di diverse confessioni gli fecero la stessa richiesta: “Vieni
nella nostra città a tenere una campagna di guarigione per noi”.
Aveva più richieste dai ministri che un anno le notti. Le domande per
i suoi servizi sembravano interminabili. Egli sapeva il perché.
Proprio come l’angelo aveva promesso, il segno nella sua mano
Cristo come l’Iddio che conosce tutto.
Il rumore dell’aereo crebbe più forte. Come sembrava fuori posto in
questa remota foresta.
metà strada tra i due orizzonti. Bill pensò, come la sua stessa vita,
probabilmente aveva raggiunto il suo punto centrale. Il suo ministero
aveva raggiunto lo zenit? Finora, attraverso il suo ministero aveva
visto Gesù Cristo guarire ciechi, sordi, muti e storpi, e tutte le
malattie immaginabili, anche la resurrezione dei morti. Quali cose
più grandi potrebbero avvenire? Naturalmente si aspettava che simili
miracoli lo seguissero anche in Sud Africa, perché il Signore lo
aveva specificamente diretto in quel paese attraverso la spettacolare
guarigione di Florence Nightingale Shirlaw. Che sarebbe, se satana
avesse preparato una trappola per lui. Cosa potrebbe fare satana per
sconfiggerlo, soprattutto ora che era stato avvertito?
279
Bill guardava la luce lampeggiante sull’ala sopra di lui, mentre
l’aereo voltava verso l’orizzonte occidentale. Si chiedeva dove stesse
dirigendosi – Tucson, in Arizona, Los Angeles, in California? Bill
pensava a quanto amava questi stati dell’ovest. Poi si ricordò, quando
anni prima, un’astrologa, un’estranea, gli aveva detto la data del suo
compleanno, gli aveva descritto la sua aura e poi gli disse che il suo
destino era all’ovest. Ciò era strano, perché molte delle sue visioni
avevano qualcosa a che fare con l’ovest. Quando a 14 anni aveva
avuto quell’operazione per rimuovere i pallini di fucile dalle sue
gambe gonfie, aveva visto una visione di se stesso in una prateria
all’ovest, con le mani sollevate verso una croce che irraggiava luce
nel suo cuore e nella sua anima. Dopo che Sharon Rose e Hope
morirono, egli aveva sognato che andava all’ovest su un vecchio
carro coperto. Sharon Rose, una giovane donna, lo aspettava vicino
alla ruota rotta del carro e gli indicò un palazzo dove Hope lo
aspettava. Nel sogno il sole stava tramontando, mandando raggi di
luce arancione nel cielo. Più tardi, dopo che aveva sposato Meda,
vide una visione dove stava camminando a nord-est e l’angelo del
Signore lo girò in modo che egli andasse nella direzione ovest. Egli
passò attraverso una montagna andando in un vasto deserto, dove
trovò una tenda gigantesca o cupola di cattedrale che copriva un
mucchio di Pane della Vita. L’angelo disse di nutrire di questo Pane
le migliaia di persone che venivano da ogni direzione, attraverso il
deserto. Bill ricordò anche il sogno di sua madre circa le sei
colombe, che scendevano dal cielo in forma di lettera “S” e che
atterrarono sul suo torace. Nel sogno Bill stava costruendo una casa
all’ovest.
Per Bill fu chiaro da questi indizi, che il suo destino l’aspettava
all’Ovest. Ma, che tipo di destino poteva essere? Che cosa poteva
superare le visioni, le guarigioni e i miracoli che erano già avvenuti
nel suo ministero?
280
L’aereo uscì dalla vista oltre l’orizzonte, all’ovest. Bill non poteva
vedere nemmeno sopra il proprio orizzonte. Non poteva vedere come
astutamente satana aveva posto una trappola per lui in Sud Africa e
quando sarebbe venuto a distruggerlo. Né egli poteva prevedere il
momento in cui non ci sarebbe più una costante domanda per i suoi
servizi. Egli non poteva sapere che Dio lo avrebbe chiamato ad un
più elevato ministero che l’evangelizzazione. In questa fredda serata
d’ottobre dell’anno 1950, William Branham non avrebbe mai potuto
immaginare che il sentiero degli eventi soprannaturali lo avrebbero
portato all’ovest, a Sunset Mountain in Arizona. Là avrebbe
finalmente incontrato il suo destino e avrebbe tremato con riverenza
alla sua grandezza, perché avrebbe tuonato con una Voce che
avrebbe scosso la terra.

Spiegazione dell’ autore

ALLA SUA MORTE NEL 1965, William Branham lasciò dietro di
sé un'abbondanza d'informazioni riguardo alla sua vita. La maggior
parte di queste informazioni è sparsa in più di 1.100 delle sue
prediche, che sono state registrate tra il 1947 e il 1965. In questi
sermoni, ha spesso descritto le sue esperienze con dettagli colorati,
spesso utilizzando "Io ho detto", "Egli ha detto" e "Lei ha detto",
quando raccontava i fatti. Molte volte raccontava anche quello che ne
pensava. Ho cercato di utilizzare questi abbondanti e altamente
personali dettagli per rendere questa biografia di facile lettura,
utilizzando frequentemente, "disse" e "pensò"
Quasi tutte le storie di questo libro provengono dagli eventi della vita
di William Branham. Ci sono alcune eccezioni. Alla fine del
“Capitolo 39: Colorado Rockies”, ho aggiunto una scena per rendere
il quadro migliore. Il suo pensiero durante la notte con il suo fuoco è
una mia supposizione. Ho fatto la stessa cosa nel “Capitolo 52:
Un’aquila sul sentiero del fiume Troublesome”. La prima parte del
281
capitolo 52, descrive la sua osservazione di un’aquila e il Colorado
Rockies, vengono dalla testimonianza di William Branham. I suoi
pensieri della sera mentre egli sedeva accanto al fuoco sono di mia
invenzione. Ho creato questa scena in modo artistico come per
riassumere la sua vita a questo punto.