06 nov 2015

Capitolo 37 Il rimprovero dell’angelo 1947

Nel maggio del 1947, William Branham fu coinvolto nel miracolo
più rilevante che avesse mai visto. Stava tenendo una di settimana di
riunioni sotto la tenda a Vandalia, Illinois. Come al solito, la folla
inondò la tenda situata nel parcheggio. La prima sera fece la stessa
sfida che solitamente faceva al pubblico in ogni città, sin dalla
riunione spagnola a Phoenix il mese prima. Egli disse: “Portatemi il
caso più grave che potete trovare e datemi abbastanza tempo per
pregare per quella persona, vi garantisco che Gesù Cristo la guarirà
prima che lasci la piattaforma”.
Una donna avanzò accompagnando un ragazzo di 16 anni. Lei
s’inclinò in avanti e bisbigliò qualcosa nell’orecchio di Bill. Giratosi
al microfono, Bill annunciò: “La madre del bambino dice che suo
figlio è nato cieco”.
Dal pubblico sorse un mormorio carico di tensione come se si
chiedessero, “Potremmo noi pretendere tanto da Dio”? Bill credeva
che Dio l’avrebbe fatto. Egli aveva visto molti miracoli nell’anno
passato e sapeva che con Dio, veramente tutte le cose erano possibili
per coloro che credono. Posando le mani sulla spalla del ragazzo
cieco, pregò per un miracolo nel Nome di Gesù.
I minuti passarono… mezz’ora... poi un’ora... poi un’ora e mezza...
senza risultati. La pioggia scrosciava sul tetto di tela della tenda. La
folla era irrequieta. Senza dubbio molti si stavano chiedendo per
quanto tempo quest’evangelista potesse continuare a pregare di
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fronte a tale apparente impossibilità. Dopo tutto, il ragazzo era nato
cieco. La fede di Bill non vacillò mai, né lui attenuò la sua semplice
preghiera. Egli ricordò le parole dell’angelo: “Se tu sarai sincero e
puoi arrivare a farti credere dalle persone, niente potrà opporsi alla
tua preghiera, perfino il cancro”.
Dopo un’ora e quarantacinque minuti di preghiera, il ragazzo
cominciò a muoversi. Scosse la testa alla sinistra, poi alla destra. Con
uno strillo, si liberò con uno strattone dalla presa di Bill, saltando di
nuovo tra le braccia della madre. Lei lo trattenne stretto a se, mentre
lui strillava con incontrollabile eccitamento, ondeggiando il braccio
in ogni direzione, additando le luci e poi a diversi oggetti intorno a
lui. Poteva vedere! La fede di guarigione fluttuò nella folla come
un’onda nella potenza di Gesù Cristo.
Centinaia di miracoli avvennero tutti in una volta, persone storpie si
alzavano dalle sedie a rotelle, o gettavano via le loro grucce, o
saltavano fuori dalle barelle. Nulla sembrava impossibile.
Dopo che il servizio finì, gli uscieri raggrupparono tutte le sedie a
rotelle vuote e le grucce e le misero tutte in un mucchio. Bill stette
dietro al pulpito, guardando questo lavoro con gioia e soddisfazione.
Una donna e un ragazzo avanzavano per il corridoio coperto di
segatura verso di lui. Era il ragazzo nato cieco. Ora lui conduceva
sua madre sui gradini della piattaforma.
Gli occhi del ragazzo erano umidi dall’emozione. “Ho detto
a mamma che volevo vedere l’uomo che aprì i miei occhi”.
Bill sorrise. “Io spero che lo vedrai un giorno o l’altro, perché fu il
Signore Gesù Cristo che aprì i tuoi occhi”.
Il ragazzo mise la sua mano dietro alla cravatta di Bill e la tirò via
dal torace di Bill. “Queste cose qui, sono queste, che lei chiama
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strisce« stripes »”? La madre del ragazzo, dietro di lui, scoppiò in
lacrime di gioia. (Il fratello Branham aveva la cravatta a righe. In
americano con la parola stripes si intende anche lividure Ed.)
Isaia:53:5: But he was wounded for our transgressions, he was
bruised for our iniquities: the chastisement of our peace was upon
him; and with his stripes we are healed.
Isaia:53:5: Ma egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni,
fiaccato a motivo delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiam
pace, è stato su lui, e per le sue lividure noi abbiamo avuto
guarigione.
Quando Bill ritornò alla camera dell’albergo, erano le due di mattina.
Lui condivideva la stanza con suo figlio Billy Paul e suo fratello
Donny. Donny Branham di vent’anni, era il fratello più giovane di
Bill che stava aiutandolo nelle riunioni, distribuendo i biglietti di
preghiera in ogni servizio e lo aiutava ad organizzare e a dirigere le
persone per formare la linea di preghiera. Billy Paul di undici anni
era venuto per divertimento. Siccome la scuola era quasi finita, Bill
lo avrebbe lasciato giocare per tutta l’estate.
Questa camera d’albergo in Vandalia aveva due letti matrimoniali.
Donny e Billy Paul stavano già dormendo in uno. Indossato il
pigiama, Bill si trascinò nell’altro letto e si addormentò
immediatamente.
Ad un certo punto, durante la notte, qualcosa lo svegliò
bruscamente.
“My, è già mattina”? Si chiese, guardando un bagliore di luce
crescere nella stanza oscura. “Mi sembra come se fossi appena
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andato a dormire”. Ehi aspetta un attimo. La finestra è dall’altra parte
della stanza. C’è solo un muro di là”.
La luce divenne ancora più intensa. Ora sembrava di più ad una
luminescente nuvola, dai contorni non ben definiti. Bill riconobbe
che era uno spirito; ma che tipo di spirito fosse, egli non sapeva
definirlo. Quando pregava per gli ammalati, molti demoni si
staccavano dai loro ospiti, e non era raro per alcuni di questi spiriti di
seguirlo nel suo albergo, quando il servizio era finito. Qualche volta
li sentì nella sua stanza per ore; altre volte li sentì fare rumori che
sembravano campane tintinnanti.
Saltato fuori dalle coperte, Bill s’inginocchiò a lato del letto, chiuse
gli occhi e pregò mentre il suo cuore batteva per il terrore del
soprannaturale. Egli sentì la pressione dello spirito avvicinarsi.
Quando arrivò ai piedi del letto, riconobbe che era l’angelo del
Signore, perché sentiva la stessa sensazione che aveva sperimentato
nella sua caverna l’anno prima, quando incontrò l’angelo che gli
diede la commissione. Era una sensazione differente dagli spiriti
demoniaci che lui aveva combattuto nelle linee di preghiera. Quegli
spiriti li percepiva cattivi e minacciosi. Questo Spirito lo sentiva
Santo e gli ispirava un timore riverenziale.
Bill disse: “Oh, Padre Celeste, puoi dirmi per che cosa hai inviato il
Tuo angelo? Il Tuo servo ti ascolta”.
La risposta non venne immediatamente. Bill aspettò. Dopo cinque
minuti, Bill sentì l’angelo avanzare vicino a lui fino a librarsi sopra il
letto di fronte a lui. Poi, chiaramente, Bill udì la profonda e risonante
voce dell’angelo dire: “La tua commissione era di pregare per gli
ammalati. Tu stai relegando troppo il dono di guarigione allo
spettacolo dei miracoli. Se continui così, avverrà che le persone non
ti crederanno a meno che loro non vedano un miracolo”.
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Queste parole non erano state dette con un tono duro, tuttavia si
conficcarono nel cuore di Bill come un coltello. Egli pensò alle sfide
che stava facendo nelle sue riunioni dal mese scorso: “Portatemi il
caso più grave che potete trovare e datemi abbastanza tempo da
pregare per quella persona, io vi garantisco che Gesù Cristo lo
guarirà prima che”... Bill non sapeva che facendo quella sfida
dispiaceva al Signore; egli voleva solo esaltare la potenza di Gesù
Cristo davanti alle persone. Ma le buone intenzioni non sempre sono
quelle giuste. Umilmente Bill disse: “Non lo farò mai più, aiutami
Dio”.
Percepì che l’angelo stava allontanandosi da lui. Aprendo gli occhi,
Bill vide che si era fermato a metà stanza, tra il letto ed un piccolo
lavandino nell’angolo. Era sospeso nell’aria, girando e pulsando con
tutti i colori dell’arcobaleno. Bill l’osservò per un po’. Egli si sentì
alleviato, come se il suo peccato fosse stato perdonato. Poi disse
d’impulso, “Ti dispiace, Signore, farti vedere dal mio piccolo
ragazzo”?
Questa non era una richiesta priva di senso. Sin da quando Bill aveva
cominciato a viaggiare da una parte all’altra degli Stati Uniti, Billy
Paul era ossessionato dalla possibilità di perdere suo padre. Spesso,
partendo, Billy Paul implorava, “Papà, non mi lasciare. La mamma è
morta, cos’altro ho sulla terra oltre a te? Io ho così paura che
andando via non ritorni mai più”. Chiaramente, Bill cercava di
riassicurarlo. Tuttavia, a Bill venivano sempre dei ripensamenti circa
l’andare. Poi lui considerava quello che disse Gesù ¬_ “Chiunque
non è disposto a lasciare ogni cosa per seguirMi non è degno di
essere Mio discepolo” e Bill partiva in ogni caso. Non era facile
lasciare suo figlio in tale angoscia. Ora, inginocchiato accanto al suo
letto in Vandalia, Illinois, con quella luce soprannaturale a mezz’aria
e Billy Paul addormentato sul letto accanto, Bill pensò che se suo
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figlio poteva vedere per una volta l’angelo del Signore, forse Billy
Paul avrebbe compreso quanto fosse importante per suo padre
lasciarlo a volte, per fare l’opera del Signore.
Anche se l’angelo non rispose direttamente alla domanda di Bill,
rimase lì. Bill prese questo intendendo che andava bene. Non
volendo muoversi per la stanza, Bill tentò di svegliare Billy Paul con
un forte fruscio, “Billy. Psst... Billy”! Il ragazzo non si mosse, così
Bill provò con suo fratello. “Donny. Donny”! Non c’era risposta. Bill
raccolse il suo cuscino e lo gettò sul vicino letto. Colpì la testa di
Donny facendolo muovere abbastanza da togliersi il cuscino dalla
faccia. “Donny”! Bill disse di nuovo sottovoce.
Egli borbottò di rimando, “Sì, co-sa, v-uoi”?
“Donny, sveglia Billy per me. Intontito, Donny sedette sul letto così
da poter scuotere Billy Paul. “Billy, svegliati. Tuo papà ti vuole”.
Billy Paul si girò e aprì le palpebre a metà via. "Che cosa vuoi
papà"?
Donny si coricò di nuovo, poi vide la luce soprannaturale che
brillava nell'aria. Strillò di terrore e si girò dal lato del letto opposto
all'angelo. Ciò svegliò di colpo Billy Paul. Quando il ragazzo vide la
luce, strillò. Saltando fuori dal letto, Billy Paul si lanciò nelle braccia
di suo padre, gridando, "Non permettergli di prendermi, papà! Non
permettergli di trovarmi".
Bill strinse suo figlio tremante vicino al suo cuore e lo riassicurò:
“Tesoro non ti farà male. È l’angelo del Signore che guida tuo papà.
Lui è venuto per parlarmi ed io gli ho chiesto se tu potevi vederlo
così non saresti preoccupato quando tuo papà ti lascia per lavorare
per il Signore”.
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Billy Paul guardò di nuovo quella luce soprannaturale. Questa volta
vide un uomo con una bianca veste in piedi sul pavimento con le sue
braccia conserte ed il suo sguardo fisso e grave che guardava nella
sua direzione. Improvvisamente l’uomo si rinchiuse in una nebbia
bianca che schizzò fuori dalla stanza alla velocità della luce.
Abbastanza stranamente, là sembrò esserci un arcobaleno – come un
bagliore residuo sospeso nella stanza, là dove c’era l’angelo.
La mattina Bill guardando dalla finestra della sua camera osservava
le macchine della polizia avvicinarsi, conducendo un corteo di
autocarri da bestiame bovino, caricato con sedie a rotelle, grucce,
barelle e apparecchi ortopedici, residui dello scorso servizio di
guarigioni. Dietro agli autocarri marciavano le persone che avevano
gettato via questi accessori artigianali. Loro stavano cantando il
motivo ricorrente di Bill, “Solo credi, solo credi, tutte le cose sono
possibili, Solo credi”.
Bill pianse dalla gioia, pensando alla fede di tutte quelle persone che
era stata ispirata la sera scorsa dal miracolo della guarigione del
bambino nato cieco. Veramente, un’ora e quarantacinque minuti
erano un tempo lungo per pregare per una sola persona, mentre
c’erano più di un centinaio in attesa per la preghiera. Ma non era
questa sfilata, la dimostrazione che lo sforzo ne valeva la pena?
La sera scorsa Bill pensò di aver capito l’ammonizione dell’angelo.
Questa mattina lui non era così sicuro se realmente l’avesse capita.