08 nov 2015

Capitolo 3 Il sapore della povertà 1916-1917

La scuola estese la conoscenza di Billy in molti modi. Egli imparò di un mondo oltre le verdi colline dell’Indiana e Kentucky, un mondo in guerra. Imparò i nomi di paesi che non aveva mai saputo esistessero — Germania, Austria, Ungheria — e seppe come questi paesi avevano formato un’alleanza contro la Francia, Gran Bretagna e Russia. Anche se nell’autunno del 1916 gli Stati Uniti dell’America rimasero ancora neutrali, la signora Temple tenne i suoi studenti informati sugli affari esteri. Lei spesso portava un giornale a scuola per leggere gli articoli sulla guerra ai ragazzi. L’immaginazione di Billy si animò in conto di soldati semplici e generali imponenti, tenaci battaglie ed eroi romantici. Qualche volta passava mezza della sua ora di pranzo a studiare i ritratti di soldati che erano stampati nel giornale. Di quando in quando vedeva anche i soldati nel centro di Jeffersonville. Le loro linde uniformi militari entusiasmarono l’immaginazione del settenne Billy — facendolo bramare d’essere anche lui un soldato. Lloyd Ford, un amico intimo di scuola di Billy, aveva guadagnato una divisa da scout vendendo periodici di esploratori durante i mesi estivi. Lloyd spesso la indossava a scuola, facendo tanta invidia a Billy. Con il suo distintivo attaccato davanti, i gradi sulla manica, il suo cappello di foggia militare e la striscia singola che scendeva giù al di fuori di ogni gamba dei pantaloni, l’uniforme da scout di Lloyd sembrava tutto ciò che Billy voleva in un vestito completo. Se mai avesse potuto indossare una tale uniforme, sapeva che si sarebbe sentito molto importante.
       Un giorno Billy ebbe abbastanza coraggio da chiedere: “Lloyd, quando avrai consumato quell’uniforme, me la darai”?
       Lloyd rispose: “Certo,Billy. Te la darò”.
  Verso la fine di ottobre cominciò a far freddo. La brina tappezzava i campi ogni mattina e raramente si scioglieva prima delle dieci. Billy, era ancora senza camicia, tremava mentre correva lungo Utica Pike. Se fosse arrivato abbastanza presto, avrebbe potuto riscaldare la sua pelle d’oca vicino alla stufa di ghisa a carbone, prima che cominciassero le lezioni, perché poi lui avrebbe dovuto sedersi al suo posto. La moglie del signor Wathen, padrone di Charles, doveva averlo visto correre verso scuola a petto nudo, perché un giorno gli regalò una giacca usata con un’aquila ricamata su un braccio. Amando così tanto quell’oggetto di lusso così caldo, Billy lo portava ogni minuto sia che lavorasse o giocasse fuori dalla sua baracca. A scuola portava la sua giacca con il colletto appuntato così che gli altri ragazzi non potessero vedere che sotto non aveva la camicia.
       Dormendo nel solaio di notte, Billy e il suo fratello più giovane potevano vedere le stelle sbirciare attraverso le assicelle di copertura del tetto. Quando nevicava, Ella copriva i suoi ragazzi con un telo impermeabile per tenerli asciutti mentre dormivano. Al mattino, il telo era spolverato di neve.
    Ella aveva la colazione pronta prima che i ragazzi si svegliassero — biscotti caldi con melassa di sorgo. Una mattina lei salì sulla scala a pioli e chiamò: “Billy! Tu ed Edward venite giù a fare colazione”.
    Billy rispose: “Mamma, non posso, non ci vedo! Ho qualcosa negli occhi.” La fredda brezza circolando attraverso la soffitta tutta la notte, fece sì che le sue palpebre gli si appiccicassero insieme.
  Ella disse: “Devi aver della materia negli occhi. Aspetta un momento vado a prendere del grasso di procione”.
  Ogni qualvolta Charles uccideva un procione, tagliava via il grasso dalla carne ed Ella lo bolliva fino a scioglierlo, per poi conservarlo in una lattina. Il grasso di procione era per la famiglia la cura di tutto. Ella lo dava ai suoi figli per un forte raffreddore, con trementina e olio di carbone. Avrebbero dovuto ingoiarlo per un mal di gola. Ora, Ella massaggiava con grasso di procione caldo le palpebre dei ragazzi fino a che poterono aprire i loro occhi.
   Billy ed Edward andavano a scuola nella neve, qualche volta seguendo i solchi di un carro, qualche volta con difficoltà attraverso cumuli di neve. Essi arrivavano a scuola bagnati fradici fino alle ginocchia. Fortunatamente le loro scarpe e i pantaloni bagnati, per l’ora di pranzo erano asciutti.
      Portavano il pranzo per entrambi in un secchiello da melassa da mezzo gallone (circa 2 litri). Dentro il secchiello la loro madre metteva un vasetto pieno di verdure, un altro di fagioli, due pezzi di pane di mais avanzato dalla colazione e due cucchiai. Billy poteva sentire l’odore del pane cotto al forno del pranzo degli altri ragazzi; aveva un buon profumo. Ora che sapeva che gli altri ragazzi mangiavano per pranzo sandwich e biscotti, lui si vergognava di far vedere a loro i suoi amati fagioli e il pane di mais; così lui ed Edward andavano giù al fiume, si sedevano su di un ceppo, mettevano i vasetti tra di loro e mangiavano il pranzo in privato. Billy ne prendeva una cucchiaiata per primo, poi Edward infilava il suo cucchiaio, poi di nuovo Billy, facendo a turno, facendo attenzione che i due vasetti si svuotassero uniformemente fra loro.
    Verso il Natale del 1916, la signora Temple tagliò per i suoi alunni delle strisce di carta bianche, rosse e blu le incollò e ne fece delle catenelle da portare a casa per addobbare i loro alberi di Natale. Charles non aveva mai avuto prima un albero di Natale nella sua baracca, ma quando Ella vide le decorazioni dei figliuoli, decise che quell’anno sarebbe stato diverso.
     Prese un’ascia e si addentrò nei boschi, Ella portò a casa un cespuglioso alberello di cedro. Avvolse le due catene di carta sui rami, ma l’alberello sembrava ancora troppo spoglio. Charles quell’estate aveva fatto crescere alcune piante di popcorn nel giardino, Ella pensò che questo fosse il tempo ideale per usarlo. Lo mise in un bollitore coperto e scuotendolo lo fece soffiare sulla fiamma. Con ago e filo, infilò i popcorn in una lunga catena, poi avvolse la catena intorno al cedro alcune volte finché soddisfatta, gli sembrò un vero albero di Natale.
       Dopo avere decorato l’albero, Ella aveva del popcorn avanzato, così lo mise in un secchiello da melassa di mezzo gallone e Billy ed Edward lo portarono a scuola per una festa all’ora di pranzo. I due ragazzi misero il loro secchiello per il pranzo nel guardaroba, sopra una mensola dove gli altri ragazzi appendevano le loro giacche. (Billy indossava ancora la sua giacca ogni giorno, anche in classe). Pressappoco verso le dieci del mattino la mente di Billy vagava a quel popcorn. Come avrebbe potuto assaggiarlo? Poi lui pensò: “Chissà se posso assaggiarne una manciata prima di pranzo”? Così alzò la mano e chiese alla signora Temple di poter uscire al bagno. Lei acconsentì. Mentre Billy passava attraverso il guardaroba, tolse il coperchio dal secchiello, estrasse una grande manciata di popcorn e rimise il coperchio al suo posto. Andò fuori dietro il camino di mattoni e mangiò quei popcorn, uno più gustoso dell’altro. Si pulì attentamente le mani e la faccia prima di rientrare, così non sarebbe rimasto nessun segno dell’inganno. All’ora di pranzo Billy ed Edward andarono giù al fiume sul loro tronco per mangiare. Entrambi volevano sgranocchiare i popcorn per primo. Quando aprirono il secchiello, notarono che un terzo del popcorn era sparito. Edward guardò verso Billy con innocente stupore e disse: “Ehi, qualcosa è successo a quel popcorn”.
       Billy cercò di sembrare meravigliato come suo fratello.
       “Sì, certamente”.
       Edward non sospettò mai la verità.
      La vigilia di Natale i ragazzi appesero i loro calzini all’albero. Il giorno dopo, ognuno trovò un’arancia e tre pezzi di caramella nella propria calza, Billy pensò: “Oh, che grande persona è questo Babbo Natale, venire a portarmi queste cose”! Mangiò la sua arancia il giorno di Natale, ma le bucce le seccò e le portò con se nella tasca della giacca per settimane, succhiandole come caramelle.
       In gennaio del 1917, Billy notò che Lloyd Ford non indossava più la sua uniforme di scout a scuola dalla pausa di Natale. Così domandò: “Lloid, che ne è del tuo vestito da scout”?
       Lloyd rispose: “Mi dispiace, Billy. Mi ero dimenticato che tu la volevi. Lo chiederò a mia mamma”. Il giorno seguente Lloyd portò notizie deludenti. “La mamma ha preso la giacca e ne fatto un giaciglio per il cane, Billy; ha usato i pantaloni per rattoppare i pantaloni di papà. Non è rimasto altro che un gambale”.
              Imperterrito, Billy disse: “Allora portami quel gambale”.
     Ora Billy era orgoglioso di possedere quella gamba dei pantaloni consumati della divisa da scout, con una striscia in giù da un lato e un laccio ad una sommità. Voleva così tanto indossare quella gamba di pantaloni a scuola, ma non sapeva come farlo. Quindi se la infilò nella tasca della giacca, così era pronta per quando si sarebbe presentata una buona occasione. Non ebbe da aspettare troppo a lungo.
        Un’enorme bufera invernale scaricò la sua furia bianca sopra le campagne dell’Indiana. Qualche cumulo di neve era alto anche 17 piedi ( 1 piede =30.48 cm ). Poi nevischiò, lasciando uno strato di ghiaccio e neve sulla cima degli alberi, creando una perfetta condizione per slittare. Gli scolari della scuola di Utica Pike passavano il loro intervallo di pranzo slittando giù per una grande collina lì vicino. Tutti i ragazzi avevano una vera slitta comprata in negozio eccetto Billy ed Edward. Billy si ricordò di una vecchia bacinella di metallo per lavare i piatti in una discarica presso il fiume. Andò a prenderla, e subito lui ed Edward si unirono al resto dei ragazzi sulla cima della collina. Entrarono nella bacinella — Billy dietro avvolgendo le sue gambe intorno ad Edward che era davanti — e giù rapidamente per la collina, roteando mentre slittavano. Era un grande divertimento, ma alla fine il fondo arrugginito della bacinella si consumò e dovettero trovare qualcos’altro per slittare. Questa volta, trasformarono un ceppo tagliandolo finché il davanti sembrava vagamente ad uno slittino. Lo stato della neve abbastanza gelata permetteva che funzionasse e i due ragazzi cavalcarono il loro slittino improvvisato, slittando a grande velocità sul pendio più scosceso della collina. In una particolare corsa, i due ragazzi fecero un brutto capitombolo in fondo alla collina. Billy si alzò con la giacca piena di neve e un sordo dolore nella gamba. Gli altri ragazzi si radunarono attorno chiedendo se si fosse fatto male. “Oh, mi sono fatto male alla gamba”, gemette. Poi improvvisamente gli venne un’idea. “Ciò mi ricorda, ho una gamba dell’uniforme da scout nella tasca della giacca. Mi servirà come buona fasciatura”. Tolse la gamba dei pantaloni dalla tasca, l’infilò sopra le scarpe da tennis e su intorno alla gamba dolorante e la fissò con il laccio. Proprio allora il campanello della scuola suonò, chiamandoli di nuovo in classe.
       Quel pomeriggio la signora Temple chiese a Billy di venire alla lavagna, egli stette di fianco a risolvere il problema, sperando che gli altri alunni non potessero notare che aveva l’uniforme solo su una gamba, ma naturalmente, ognuno lo notò. Cercando di trattenersi delle risatine che presto si trasformarono in risa strepitose. Billy cominciò a piangere e la signora Temple lo mandò a casa in anticipo. In aprile la signora Temple portò a scuola il giornale di Louisville con un titolo che risaltava: gli STATI UNITI DICHIARANO GUERRA ALLA GERMANIA. Lei lesse l’articolo a voce alta, spiegando come il 18 marzo 1917 i sottomarini della Germania affondarono tre navi mercantili degli U.S.A, costringendo il presidente Woodrow Wilson a porre termine alla neutralità dell’America. Gli Stati Uniti d’America erano entrati in guerra.
       Fuori dalla scuola, le querce mettevano i germogli. Le giornate diventavano sempre più calde. Nel pomeriggio Billy sedeva soffocando dal caldo nella sua pesante giacca invernale. Le dita dei piedi gli saltavano fuori dai buchi sulla punta delle scarpe da tennis.
      La signora Temple un giorno osservò gli studenti seduti in fondo alla classe che facevano delle strane facce tenendo i loro nasi come se qualche cosa puzzasse. Lei si chiese se avesse qualcosa a che fare con il giovane William Branham. Perché quel ragazzo insisteva ad indossare la giacca con un simile pomeriggio caldo? Chiese: “William, perché non ti togli la giacca? Non hai caldo”?
    Il cuore di Billy sembrò fermarsi. Egli non poteva togliersi la giacca; non aveva la camicia! “No, signora, ho un po’ di freddo”. Lei fu sorpresa. “Hai freddo in un giorno come questo”?
        “Sì, signora”.
       Lei disse: “E’ meglio che vieni a sederti qui vicino al fuoco”.
      Billy aveva tenuto il suo segreto per tutto l’inverno e non aveva intenzione di rivelarlo ora. A malincuore andò a sedersi vicino alla stufa a carbone, mentre la signora Temple metteva un’altra paletta piena di carbone. La sua fronte era intrisa di sudore che gocciolava giù sulla faccia.
       La signora Temple chiese: “William, hai ancora freddo”?
       “Sì, signora”.
      Lei scosse la testa. “Devi essere ammalato. E’ meglio che vaia casa”.
      Billy rimase a casa parecchi giorni, chiedendosi come avrebbe potuto avere una camicia per poter tornare a scuola. Sua zia — la sorella di suo padre — viveva dall’altra parte della collina di fronte alla loro baracca. Aveva una figlia all’incirca dell’età di Billy. Recentemente erano stati su a trovarli e la sua giovane cugina aveva dimenticato un vestito che aveva una treccia in tessuto lavorata a zig zag sul davanti e dietro. Billy decise che avrebbe potuto fare una camicia fuori da quel vestito. Tagliò via la maggiore parte della gonna e infilò il resto nei pantaloni. Poi si esaminò nello specchio rotto inchiodato al melo dietro casa. Scosse la testa e incrociò le dita.
       Quando i compagni di scuola videro la treccia cucita a zig zag sul suo petto, lo presero in giro, “Quello è un vestito da ragazza”.
        “No, no non lo è”, Billy insistette: “E’ un vestito Indiano”!
   A tale idea risero ancora di più e lo presero in giro senza misericordia. “Billy Branham indossa un abito da ragazza. Che effeminato”!
    Nonostante il loro scherno, Billy portò quella camicia ogni giorno fino a che la scuola chiuse per le vacanze estive. La doveva portare. Era l’unica camicia che possedeva.