06 nov 2015

Capitolo 60 La previsione dell’angelo 1952

“Billy Branham, misericordia, ragazzo"! Esclamò il dottor Adair, guardando il rapporto, "In
Africa hai preso l'ameba". Quando Sam Adair finì di leggere la relazione del laboratorio scosse la testa
mestamente. "Non posso fare nulla per te, Billy. Ti devo mandare da uno specialista".
Dopo ulteriori test, il dottor Lukas gli spiegò la brutta malattia . “Signor Branham, queste
amebe sono parassiti. Essi si trasmettono come piccole cisti non molto più grandi delle cellule
sanguigne. Probabilmente ne ha presa una in qualcosa che ha mangiato o bevuto. I sintomi iniziano a
comparire dalle quattro alle sei settimane dopo che i parassiti sono entrati nel corpo. Il suo è il peggior
caso che abbia mai visto”.
Bill ricordò che la prima volta che sentì i crampi addominali fu a Port Elizabeth, quattro
settimane dopo aver lasciato Johannesburg. Probabilmente aveva inghiottito l’ameba a Klerksdorp. Il
periodo corrispondeva. Oh, se fosse rimasto a Johannesburg come l’angelo gli aveva detto, questo non
gli sarebbe mai accaduto.
Il dottor Lukas continuò, “L’ameba invasiva è la terza peggior malattia parassitaria che c’è, il
virus ha infettato centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo. Nella maggior parte dei casi,
l’ameba giace dormiente. Sebbene queste persone infette siano ora vettori che possono diffondere la
malattia, essi stessi non ne sono colpiti. In altri casi, come il suo, i parassiti diventano attivi. Non
sappiamo perché. Ora queste amebe vivono del muco nel suo tratto intestinale. Proveremo a
controllarle lì, perché se escono dall’intestino, si dirigono al fegato o al cervello, poi i problemi
diventano peggiori.
Purtroppo questi parassiti sono molto resistenti alle medicine. Inizierò un trattamento di 60
giorni”.
Mentre era in ospedale, egli doveva bere un po’ di bario per una delle analisi richieste. Il
medico che gli faceva questo test disse: “Signor Branham, ho sentito che lei è un missionario”.
“Sì, un missionario evangelico. Sono appena tornato dall’Africa”.
“Anch’io ho studiato per essere un predicatore. Mi ci sono voluti quattro anni di scuola per
scoprire che non vi era nulla nel cristianesimo. Così ho iniziato a studiare gli insegnamenti di
Maometto, Budda, Confucio, e molti altri. Sono stato sorpreso nello scoprire che il cristianesimo non è
la sola religione che parla di una nascita da una vergine e di un salvatore. Decisi, che probabilmente
non c’era nulla in tutto ciò, così ho buttato via tutto il caos e adesso sono agnostico”.
Con le sue viscere che gli dolevano e la sua mente piena di sgomento per la sua condizione, Bill
non si sentì di questionare con un tale uomo sagace e in silenzio pregò: “Signore Gesù, dammi un’altra
possibilità quando mi sentirò meglio”.
Dopo essere tornato a casa e raccontato alla moglie la terribile notizia, Meda disse: “Bill, ti
ricordi la signora Shane di New Albany”?
“Non è quella nevrotica insegnante della scuola domenicale della chiesa del fratello Johnson,
per la quale ho pregato poco prima di partire per il Sud Africa”?
“Si, proprio lei, mentre eri in Africa, mi chiamava ogni tanto. Ora che sei a casa, lei mi chiama
ogni giorno”.
"Come sta"?
“Molto male. È peggiorata così tanto che a stento può uscire da casa. Vuole che tu preghi per lei
sotto l’unzione, ma non crede di poter viaggiare fino ad una riunione”.
“Non importa. Nel modo in cui mi trovo ora, non potrò mai avere un altro meeting”.
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“Bill, non parlare così. Comunque, la signora Shane voleva che io ti chiedessi se la prossima
volta che l’angelo del Signore ti si avvicina, lei potrebbe essere la prima della lista a vederti”.
“Certo”, disse Bill distrattamente. Stava pensando che non aveva visto l’angelo del Signore da
quel fatidico giorno in Klerksdorp, quando aveva accettato d’andare insieme con il Comitato
Nazionale, in contrasto con la volontà del Signore. Bill, pensò: “Oh, come ho sconvolto la mia vita”.
Bill visse la settimana seguente in sofferenza. Le medicine non gli facevano niente. Il dolore lo
tormentava tanto che aveva difficoltà a dormire. Notte dopo notte camminava per la casa, piangendo e
supplicando, “Dio, ti prego di avere pietà di me. Se c’è ancora un po’ di clemenza verso di me nel Tuo
cuore, ti prego di perdonarmi. Non andrò mai più contro la Tua volontà consapevolmente”.
Il Signore non voleva parlare con lui – né con voce, né per visione, né attraverso la Parola
scritta, anche se Bill leggeva la sua Bibbia costantemente. Si sentiva inerme e separato, la mente di Bill
scivolava sempre più vicino al baratro della disperazione. Oh, perché era stato così sciocco da
disobbedire ad un diretto comando del Signore? Giorno dopo giorno riesaminava il suo dilemma in
Africa, vagliava i vari elementi, ricercava diverse soluzioni, cercando di imparare dai suoi errori. Ora
egli potè vedere che il suo più grande errore fu di farsi intrappolare dal Comitato nazionale del Sud
Africa, un gruppo di dirigenti così inflessibile che non potevano piegarsi nemmeno se Dio stesso avesse
chiesto loro di cambiare i loro piani. Poi Bill comprese che aveva visto questo stesso atteggiamento
inflessibile tra i predicatori denominazionali in America. Forse non è la colpa degli uomini, ma del
sistema in cui si trovano. Ogni organizzazione cristiana vive per mezzo di una lista di credi e di statuti
che spesso diventano dogmi così venerati che i membri non possono vedere la Parola in altro modo.
Ciò sarebbe bene se fossero sempre giusti. Ma se fossero nell’errore? Che cosa succederebbe se Dio
volesse mostrare loro qualcosa di più e loro non lo volessero ricevere perché non si adatta con i loro
dogmi? In tal caso, la loro rigidità potrebbe condannarli al giudizio di Dio. Che cosa sarebbe se il
cristianesimo denominazionale effettivamente ostacolasse, invece di servire lo Spirito di Dio?
Dopo una lunga ricerca nella sua anima, Bill decise che il suo secondo errore era d’essere
troppo sensibile alle critiche. Questa sensibilità derivava dall’emarginazione nella sua gioventù, quando
la società lo escludeva a causa della cattiva reputazione della sua famiglia. Divenire cristiano gli aveva
portato l’amore e l’accettazione che non aveva avuto quando era ragazzo. Ma alcuni complessi della
sua infanzia gli erano rimasti, compresa la sua tendenza al nervosismo e la sua sensibilità alle critiche.
Ora che molte migliaia di persone ricercavano a gran voce la sua attenzione, egli voleva accontentare
tutti, il che era un compito impossibile. Decise che d’ora in poi egli doveva fare tutto ciò che Dio
voleva che lui facesse, senza riguardo a chi avrebbe potuto fare torto nell’agire. Sarebbe stato molto
meglio deludere gli uomini piuttosto che deludere il Signore Gesù Cristo.
Purtroppo non era sempre facile sapere ciò che il Signore voleva. Bill aveva rimuginato per anni
una critica che lo aveva perseguitato. Molti cristiani si lamentavano per il fatto che non pregava per un
numero sufficiente di persone durante le campagne di guarigione. Centinaia di malati, uomini e donne
venivano ad ogni servizio bramosi di avere da lui una preghiera personale.
Poiché il discernimento supernaturale metteva a dura prova il suo corpo, raramente Bill aveva la
forza di pregare per di più di una dozzina di persone in una sola sera nei suoi meeting. Molti critici
sostenevano che avrebbe dovuto essere più simile ad Oral Roberts e altri evangelisti della guarigione
per fede che facevano delle lunghe file di persone che si muovevano così veloci che potevano appena
toccare le persone e dire alcune parole di preghiera. Forse la loro critica era giusta; forse il suo metodo
era troppo lento. Talvolta Bill si crucciava su quest’enigma per ore, chiedendosi come Dio veramente
volesse l’assetto delle sue campagne di guarigione. Altre volte Bill sentiva che il problema non aveva
più importanza, perché poteva darsi che non avrebbe mai più predicato. Una mattina presto, Meda
trovò suo marito che piangeva, inginocchiato sul pavimento, col capo chinato sul cuscino del divano.
“Bill, qual è il problema”?
“Tesoro, se solo sapessi come mi sento male. Ecco, ho solo 42 anni, la mia salute è cagionevole,
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il mio ministero è finito; sono indebitato. Che cosa posso fare? Che cosa porta il mio futuro? Sembra la
fine della strada”.
“Forse ti sentirai meglio dopo che avrai mangiato qualcosa”, suggerì Meda.
Bill aveva pianto così tanto, che aveva gli occhi quasi chiusi da quanto erano gonfi. Meda lo
condusse a tavola dove mangiucchiò un po’ di toast e uova. Ultimamente il suo appetito era calato in
modo drammatico. Di conseguenza, il suo peso era calato costantemente nelle ultime settimane fino a
pesare 50 kg scarsi. La sua condizione peggiorava invece di migliorare.
Circa alla metà febbraio del 1952, Bill tornò a fare altri esami. Il dottor Lukas scosse la testa,
mentre studiava i risultati. “Reverendo Branham, temo che la medicina che gli sto dando non funzioni.
Prossimamente gli darò l’arsenico”.
“Arsenico? Non è pericoloso”?
“Sì, Devo essere molto cauto con il dosaggio. Ma non illudiamoci reverendo Branham, la sua
condizione è grave. L’amebiasi invasiva uccide circa 40.000 persone l’anno. Queste amebe attive
possono farsi strada mangiando la parete intestinale ed entrare nel sangue che le porta al fegato dove
possono formare ascessi pericolosi per la vita. Talvolta il sangue le fa circolare in altre parti del corpo,
tra cui il cervello. Quando ciò accade, incomincia la febbre, e in dieci ore si è morti”.
Bill andò a casa più che mai scioccato. Prese il suo nuovo farmaco come prescritto, ma l’unica
cosa che gli fece, fu di colorargli la pelle di un arancione giallastro.
Nello stesso tempo, il suo amico Sam Adair lo chiamò per dirgli della sfortuna di un amico
comune. “Billy, sai, la madre di Delbert è morta pochi anni fa. Delbert ha 17anni ora e lui è andato con
la compagnia sbagliata. Ora è in ospedale che sta morendo con la sifilide. Gli ho dato tutta la
penicillina che il suo corpo può assumere, ma non è servito a nulla. Ho pensato che avresti voluto
saperlo”.
Male come si sentiva, egli chiamò a raccolta tutta la sua forza per andare all’ospedale a visitare
quest’amico di famiglia di lunga data. Quando entrò nella stanza dell’ospedale, Delbert disse: “Fratello
Branham, mi vergogno che sei venuto qua”.
“Quanto male va, Delbert”?
“Il dottore mi ha detto di fare la pace con Dio”.
“So che tua madre era cristiana. Che n’è di te”?
“Quando sono andato per conto mio, alcuni ragazzi mi hanno detto che sarebbe intelligente
iniziare a fumare; così cominciai. Poi ho iniziato a bere una birra per amicizia con la banda e la prima
cosa che devi sapere ne sono rimasto coinvolto”.
“Non è troppo tardi per dare il tuo cuore a Gesù Cristo”.
“Io – io lo desidero”, il ragazzo balbettò”, ma ho paura che Dio non mi vorrà, perché sono un
peccatore”.
“Oh, sì, Lui ti vuole”, Bill lo rassicurò. “Questo è il motivo per cui Egli ha dato la Sua vita sulla
croce, per salvare la gente peccatrice”.
“Pensi che Lui mi vorrà ora che ho questa malattia”?
“Non è il tuo corpo che Gli presenti. È la tua anima”.
“Allora io vengo”.
Aprendo la Bibbia, Bill lesse ad alta voce nel capitolo 14 di Giovanni, che inizia:
«Il vostro cuore non sia turbato; abbiate fede in Dio, e abbiate fede anche in me!
Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, vi avrei detto forse che io vado a prepararvi un
luogo? Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me,
affinché dove sono io, siate anche voi; e del luogo dove io vado, sapete anche la via».
Tommaso gli disse: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo sapere la via?»
Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».
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Finito il capitolo, Bill s’inginocchiò al lato del letto e pregò: Delbert sollevò le mani e
singhiozzò: “Caro Dio, abbi misericordia per la mia anima. Per favore, non vorrei morire come
peccatore. Con tutto il mio cuore credo che la Parola sia giusta e ora voglio accettarTi come mio
Salvatore”.
Bill si alzò e diede un colpetto sulla spalla di Delbert. “Adesso parleremo della guarigione
divina”.
“Non m’importa più se muoio o no”. Delbert mise una mano sul cuore. “C’è qualcosa che è
accaduto qui, non ho paura di morire ora”.
“Sì, Delbert, la salvezza è la cosa principale. Ma lo stesso il Signore Gesù che ha salvato la tua
anima è in grado anche di liberare il tuo corpo dalla malattia". Posando le mani sul petto del giovane,
Bill pregò di nuovo.
Quando Bill tornò a casa, chiamò Sam Adair e gli disse: “Doc, perché non fai a Delbert ancora
una penicillina”?
“Bill, gli ho già dato antibiotici più che a sufficienza. Se gli avessero fatto qualcosa di buono, a
quest’ora l’avrei fatto”.
“Gli farebbe male un’altra puntura”?
“No”
“Potresti lo stesso fargli ancora una puntura, come favore a me”?
“Okay, ma non gli recherà alcun beneficio”.
Pochi giorni dopo, il dottor Adair lo richiamò e disse, “Quest’ultima puntura ha fatto effetto.
Delbert sta per uscirne”.
“Questo è meraviglioso”, disse Bill. Quando riagganciò il telefono, era felice per il giovane
amico ma, triste per se stesso. “Signore”, pregò, “Tu hai guarito Delbert. Perché non vuoi guarire anche
me”?
Durante l’ultima settimana del mese di febbraio del 1952, William Branham ritornò alla clinica
del dottor Lukas “Come va questa volta”? Gli chiese.
Il dottor Lukas non sorrise. “Ogni volta che la visito, trovo sempre più amebe nel suo
organismo. Reverendo Branham, non voglio allarmarla, ma è un uomo sposato e ha diversi bambini. È
necessario che si assicuri che le cose siano in ordine. Non vi è nient’altro che la scienza medica possa
fare per lei. Se quei parassiti entrano nel suo sangue, darà inizio ad una febbre alta. Sarà abbastanza
male se si fermeranno nel suo fegato, ma se raggiungerà il suo cuore o il cervello, allora vivrà ancora
circa dieci ore in più e il gioco è fatto”.
Bill andò a casa turbato. Quella notte camminò nuovamente per casa avanti e indietro, pregando
e piangendo, supplicando misericordia a Dio, ma ora si sentiva più disperato di prima. Ogni mezz’ora
controllava la temperatura per vedere se la febbre iniziava. Come avrebbe fatto la famiglia senza di lui?
Billy Paul probabilmente se la sarebbe cavata bene, ma per quanto riguarda i bambini?
In marzo Rebecca avrebbe sei anni e Sara avrebbe un anno d’età. Come avrebbe fatto Meda ad
allevare queste due bambine da sola?
Intorno alle 11:00 Bill si distese giù e si addormentò. Alle tre di notte qualcosa lo svegliò. Egli
stava coricato nel buio, ascoltando il ticchettio dell’orologio accanto al letto. Improvvisamente sentì
una leggera pressione che gli faceva prudere la pelle. L’angelo del Signore era vicino. Bill aspettava in
tensione. Poi sentì quella voce familiare, dire: “Vai dalla tua bambina e dalle un bicchiere d’acqua”.
La pressione diminuì.
Alzatosi dal letto, mise la veste da camera sopra il pigiama e attraversò la sala fino alla camera
da letto della bambina, dove trovò Sara in piedi nella sua culla che stava piangendo raucamente e la sua
faccia era rossa e piena di macchie per lo sforzo. Era stata malata negli ultimi giorni e aveva pianto
tanto che aveva perso la voce. Bill la tirò su e la portò in cucina e gli fece bere un bicchiere d’acqua.
Bill pensò: “Non è buono il mio Signore a fare questo per Sara. Gesù è così dolce e premuroso”.
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Invece di rimettere Sara nella sua culla, la sdraiò nel suo letto accanto a Meda. Lei si
addormentò istantaneamente. Bill tornò nella camera di Sara e si sdraiò in un lettino, ma non potè
addormentarsi. Per l’ennesima volta si chiese: “ che cosa mi riserva il futuro? Immagino che non ci
vorrà più tanto che me n’andrò. Una febbre mi colpirà ... poi, in dieci ore tutto sarà finito... mia moglie
dovrà allevare queste due bambine da sola”. Egli singhiozzò ad alta voce, “Oh, Dio, c’è qualcosa che
posso fare”?
Un debole rumore interruppe il silenzio – debole, ma stava crescendo più forte. Sembrava come
un vortice che si avvicinava. Bill saltò fuori dalle coperte e si sedette sul lato del letto. “Caro Dio, stai
venendo con il perdono per il tuo servo, o vieni a portarmi via”?
Un vortice di luce a colori come l’arcobaleno apparve, salendo verso il soffitto. Da sotto quella
luce uscì fuori l’angelo del Signore.
Aveva le braccia conserte sul petto, e in una mano teneva numerosi fogli di carta bianca.
L’angelo disse: “Visto che ti domandi riguardo al futuro” ...
“Sì”, disse Bill, “Mi chiedevo qual era il mio futuro”.
L’angelo buttò diversi fogli di carta sul pavimento. Bill potè vedere delle parole scritte su ogni
pagina, ma prima che egli potesse leggere, l’angelo disse: “Guarda questa”, e mostrò a Bill i restanti
fogli nella sua mano. Essi erano tutti perfettamente bianchi, liberi da qualsiasi scritta. L’angelo gettò
questi fogli in aria. Improvvisamente la camera non aveva alcun soffitto. I fogli navigavano nel cielo
notturno, andando sempre più in alto fino a quando essi sembravano minuscoli puntini dalle dimensioni
delle stelle prima che scomparissero al di là della Via Lattea. Poi una voce tuonò dal cielo “Il tuo futuro
è chiaro”!
Quando Bill ritornò in se era ancora seduto sul lato del letto. La stanza era buia e tranquilla.
Sentendosi intorpidito e confuso, supplicò: “Dio, se ho trovato favore presso di Te, dimmi per piacere:
Che n’è di queste amebe? Riuscirò a vincerle? Per favore, Signore, se Tu hai perdonato il mio peccato,
parlami ancora una volta”?
Ancora una volta la soprannaturale Presenza entrò nella camera e l’angelo uscì da quella luce.
Quando parlò, la sua voce era compassionevole, ma ferma “Visto che ti stai chiedendo a riguardo di
quelle amebe, esse non ti daranno più fastidio”.
L’angelo partì, lasciando Bill pieno di gioia. Egli era guarito. Guarito! Dio aveva toccato il suo
corpo con un miracolo. Sarebbe vissuto per allevare la sua famiglia, dopo tutto. Sarebbe potuto anche
tornare al suo ministero. Ricordando il suo ministero, Bill pensò: “Mentre l’angelo era qui avrei dovuto
chiedergli come devo pregare per i malati”. Improvvisamente l’angelo stava ancora lì davanti a lui. La
veste bianca dell’angelo rifletteva una luce soprannaturale che roteava sopra la sua testa.
Bill disse: “Diverse persone criticano i miei meeting, affermando che Oral Roberts e altri
ministri pregano per 500 persone nello stesso tempo che io impiego a pregare per 15. Tu mi hai detto di
portare le persone a credermi. Dovrei continuare a farlo nel modo che lo sto facendo, in attesa della
visione? O dovrei pregare per la gente in una linea veloce come dice il fratello Bosworth che dovrei
fare”?
“Fai come ti senti guidato di fare”, rispose. Poi l’angelo scomparve.
“Fai come ti senti guidato di fare”, Bill ripeté. Com’era incoraggiante. Quella era stata la stessa
lezione che aveva imparato dal suo errore, in Sud Africa.
Subito dopo Bill sentì la presenza dell’angelo ancora una volta e sentì quel suono familiare
come il vento che soffia sul fuoco in un ritmo costante: Whoossssh, whoossssh, whoossssh ... Stasera
era diverso dalle altre visite. Normalmente l’angelo recapitava un solo messaggio. Stasera era apparso
più volte.
L’angelo prese Bill su nello Spirito e lo portò giù ai meeting di Durban. Egli era a nord
dell’ippodromo “Greyville Race Course” guardando a sud, esattamente dov’era quando aveva predicato
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pochi mesi prima. Le persone gremivano le tribune e il campo come ricordava. Subito dopo era
convinto che questa fosse la stessa riunione, l’angelo lo sollevò e lo portò a est. Bill vide il meeting di
Durban divenire blu e dissolversi ad ovest. Poi l’angelo lo mise giù in mezzo ad un’altra folla. Queste
persone erano di carnagione scura e magri; molti di loro indossavano turbanti e abiti fino ai fianchi. Bill
immaginò che fossero indiani d’oriente.
Bill sentì un rumore sopra di lui come il ronzio di una gigantesca dinamo. Guardando in su, vide
un altro angelo che scendeva dal cielo, vestito con una veste rossa, una grande luce oscillante stretta
nella sua mano tesa. La folla sotto, alzava le braccia e gridava lodi a Gesù Cristo. L’angelo di sopra
girò il fascio di luce in alto, illuminando l’estensione della folla, mostrando come loro si estendevano
lontano nelle colline circostanti. Per quanto Bill poteva vedere sembrava un mare di persone. L’angelo
del Signore, ancora in piedi accanto a lui, gridò, “Ci sono 300.000 di loro al Branham meeting”!
Stordito dalla potenza della visione, Bill cadde in avanti sul pavimento tra i due letti singoli.
Quando rinvenne, potè vedere la luce del giorno filtrare attraverso le persiane della finestra. Capì che
doveva essere ancora presto, perché la casa era ancora tranquilla. Poi sentì qualcosa di curioso.
Sembrava come se fossero le pagine di un libro svolazzanti in una brezza; solo che non poteva essere
una brezza, perché la finestra era chiusa. Sedutosi, s’impaurì vedendo la sua Bibbia sollevarsi dal
comodino accanto al letto e galleggiare attraverso tutta la stanza e fermarsi di fronte a lui, ancora
sospesa in aria. Era aperta in Atti al capitolo 27, dove Paolo parlava con l’equipaggio della sua nave
prigione nel corso di una terribile tempesta. Una mano apparve sopra il testo e indicò i versi che Bill
lesse: «Uomini, bisognava darmi ascolto e non partire da Creta, per evitare questo pericolo e questa
perdita. Ora però vi esorto a stare di buon animo, perché non vi sarà perdita della vita per nessuno di
voi ma solo della nave. Poiché un angelo del Dio, al quale appartengo e che io servo, mi è apparso
questa notte, dicendo: "Paolo, non temere; bisogna che tu compaia davanti a Cesare, ed ecco, Dio ti
ha dato tutti quelli che navigano con te". Perciò, uomini, state di buon animo, perché ho fede in Dio
che avverrà come mi è stato detto».
Non appena finì di leggere questa porzione della Scrittura, quella mano galleggiante girò le
pagine indietro a Giosuè capitolo 1, indicando il versetto 2 e seguendo le linee di stampa mentre Bill
leggeva: «Mosè, mio servo, è morto. Alzati dunque, attraversa questo Giordano, tu con tutto questo
popolo, per entrare nel paese che io do ai figli d'Israele. Ogni luogo che la pianta del vostro piede
calcherà, io ve lo do, come ho detto a Mosè, dal deserto, e dal Libano che vedi là, sino al gran fiume, il
fiume Eufrate, tutto il paese degli Ittiti sino al mar Grande, verso occidente: quello sarà il vostro
territorio. Nessuno potrà resistere di fronte a te tutti i giorni della tua vita; come sono stato con Mosè,
così sarò con te; io non ti lascerò e non ti abbandonerò. Sii forte e coraggioso, perché tu metterai
questo popolo in possesso del paese che giurai ai loro padri di dar loro. Solo sii molto forte e
coraggioso; abbi cura di mettere in pratica tutta la legge che Mosè, mio servo, ti ha data; non te ne
sviare né a destra né a sinistra, affinché tu prosperi dovunque andrai. Questo libro della legge non si
allontani mai dalla tua bocca, ma meditalo, giorno e notte; abbi cura di mettere in pratica tutto ciò che
vi è scritto; poiché allora riuscirai in tutte le tue imprese, allora prospererai. Non te l'ho io
comandato? Sii forte e coraggioso; non ti spaventare e non ti sgomentare, perché il SIGNORE, il tuo
Dio, sarà con te dovunque andrai».
Quando Bill finì di leggere il 1° capitolo di Giosuè, si allungò per prendere la Bibbia.
Immediatamente questa ritornò sul comodino accanto al letto dove l’aveva lasciata.
Bussarono alla porta della camera da letto. Meda chiese: “Posso entrare”?
“Che strano”, pensò Bill. “Perché dovrebbe chiedere se può entrare”?