06 nov 2015

Capitolo 57 Tremori in Africa 1951

Togliendosi il cappello da safari, Sidney Jackson si asciugò la fronte. Oggi sentiva più caldo di
ieri. Era il settembre del 1951; l’inizio dell’estate in Sud Africa e Jackson era a riparare i canali di
irrigazione nel suo agrumeto. Lasciando la sua pala conficcata nella terra, Jackson si sedette con la
schiena contro un albero. Da questo lato della collina egli poteva guardare attraverso il territorio erboso
dell’Highveld scarsamente boscoso che si estendeva ad ovest in Botswana e a nord nella Rhodesia. Ad
est di lui, tra la sua azienda e l’oceano Indiano si estendeva il Transvaal Drakensberg, la più grande
catena montuosa del Sud Africa. Sebbene Sidney Jackson fosse vissuto in questo paese per tutta la vita,
non era mai stanco della sua selvaggia, arida bellezza.
Lentamente accarezzava la fascia di pelle di leopardo del suo cappello, ricordando il safari,
quando aveva sparato a questo particolare gatto. Quell’avventura era stata la più grande della maggior
parte dei suoi safari. Poiché era stato a caccia del re delle bestie, aveva preso un intero villaggio di
nativi per stanare dai cespugli i leoni nascosti nell’erba alta.
Naturalmente, il suo pensiero andava agli indigeni, molti dei quali erano suoi amici. Per anni
aveva viaggiato per la regione del Transvaal facendo il missionario part-time. Ormai parlava diversi
dialetti nativi, in aggiunta alla lingua inglese, olandese, e afrikaans. Egli amava quel paese selvaggio e
aveva sviluppato un profondo rispetto per i nativi africani che ci vivevano.
Sidney Jackson chiuse gli occhi per pregare per la sua opera missionaria tra gli indigeni. Presto
la sua preghiera si ramificò includendo tutti i missionari che lavoravano in Sud Africa. Mentre
penetrava sempre più profondamente nello Spirito del Signore, improvvisamente udì se stesso dire,
“William Marrion Branham”. Ciò lo sorprese. Sebbene avesse letto di William Branham, l’evangelista
americano non era nella sua mente. E chi era Marrion Branham? Si chiedeva se Marrion fosse la
moglie di William Branham. In caso affermativo, che cosa avevano a che fare William e Marrion
Branham con i missionari in Sud Africa? Jackson sapeva che Dio stava cercando di dirgli qualcosa, ma
per il momento non sapeva cosa fosse.
La notte seguente sognò di aver visto William Branham seduto in uno stadio che fumava una
sigaretta. Ciò tormentò Jackson. William Branham aveva una reputazione in tutto il mondo come uomo
di Dio. Perché mai aveva sognato che un tale uomo pio stava facendo qualcosa di malsano e
peccaminoso come il fumare? Che cosa stava cercando di dirgli Dio?
Poche settimane dopo questo sogno, Sidney Jackson trasalì nel leggere sul giornale che William
Branham avrebbe visitato il Sud Africa nel mese di ottobre. Il Comitato Nazionale – composto dai
leader delle tre maggiori denominazioni cristiane in Sud Africa: la Chiesa Riformata olandese, la chiesa
inglese, la Missione della Fede Apostolica – erano promotori di un giro di due mesi che avrebbe portato
William Branham in giro per 11 città africane. Il tour avrebbe dovuto iniziare a Johannesburg il 3
Ottobre del 1951. Sidney Jackson non sapeva ciò che Dio stava cercando di dirgli, ma sapeva che
doveva essere a Johannesburg quando il famoso evangelista americano sarebbe arrivato.
I guai cominciarono per William Branham ancora prima di aver lasciato New York. Quando
arrivò all'aeroporto internazionale, apprese che lui e Billy Paul non potevano partire perché i loro visti
erano incompleti. Ad entrambi mancava la necessaria puntura contro la febbre gialla. Così, il resto del
loro gruppo – i due dirigenti, Ern Baxter, Fred Bosworth e Julius Stadsklev, un cappellano dell'esercito
in pensione – s'imbarcarono sull'aereo e partirono per il Sud Africa prima di loro. Bill e suo figlio si
fecero vaccinare in una clinica vicino all'aeroporto, ma dovettero attendere altri tre giorni a New York,
prima che anche loro potessero seguirli.
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Fu un tempestoso, turbolento, inquieto volo attraverso tutto il Nord Atlantico. L’aereo di Bill
cominciò a sorvolare Johannesburg alle 6:30 di sera, del 6 ottobre 1951, ma una fitta nebbia e il cattivo
funzionamento degli strumenti impedirono all’aereo di atterrare fino alle nove. Ern Baxter era in attesa
di Bill al suo arrivo. Accanto a Baxter c’era il reverendo A.J. Schoeman, capo del Comitato nazionale
che aveva approvato il viaggio di Bill in Sud Africa. Previo accordo con il governo, Bill fu
accompagnato di corsa dal capo della dogana. Purtroppo, il suo visto non era ancora valido perché la
sua richiesta di vaccinazione contro la febbre gialla richiedeva un periodo di 12 giorni d’incubazione
prima di poter entrare nel paese. Il reverendo Schoeman supplicò le autorità di fare un’eccezione,
spiegando che migliaia di persone erano proprio ora in attesa di sentire parlare quest’uomo. Infine,
l’associazione medica sudafricana acconsentì a lasciare Bill in città, ma si rifiutò di farlo viaggiare in
qualsiasi altro luogo del Sud Africa per altri dieci giorni.
Non appena lasciò l’aeroporto, Ern Baxter raccontò a Bill ciò che era accaduto negli ultimi tre
giorni. Quando Baxter atterrò in Sud Africa, trovò centinaia di persone in attesa presso l’aeroporto per
incontrare Bill. Naturalmente furono delusi, quando appresero che Bill era rimasto a New York. Non
v’era null’altro da fare tranne che andare avanti senza di lui, così Baxter e Bosworth tennero una
riunione in uno dei più grandi edifici di culto della città. Essa poté contenere solo una frazione delle
persone che vennero, così il giorno successivo si trasferirono al Maranatha Park Tabernacle a circa 32
km fuori città. Ern Baxter affermò: “La folla era in media oltre le 10.000 persone ogni sera. Il fratello
Bosworth ed io dovevamo predicare a turno, posando un fondamento di fede sulle promesse di Dio per
la guarigione. La gente è molto ricettiva e credo che la loro fede è matura. Arriveremo là stasera,
quando il meeting sarà quasi finito, ma almeno potrai salutare le persone e dire loro un paio di parole e
prepararli per domani”.
“Questo sembra buono”, disse Bill stancamente. Stava studiando le costruzioni sulla strada ben
illuminata. “Non sapevo che Durban fosse una città così moderna. Pensavo che fosse più primitiva”.
“Oh, fratello Branham, ti sbagli”, disse il reverendo Schoeman. “Questa non è Durban. È
Johannesburg”.
“Non è questa la Rodesia meridionale”? Chiese Bill.
“No, questo è il Sud Africa”, rispose Schoeman.
“Beh, in quale parte del Sud Africa è la Rodesia meridionale”? “Fratello Branham, non v’è
alcuna Rhodesia meridionale in Sud Africa”.
“Mi sento confuso. Ho detto a mia moglie che mi scriva a Durban, Rodesia Meridionale, in Sud
Africa”.
Il reverendo Schoeman sorrise. “Fratello Branham, sarebbe come scrivere una lettera a New
York City, Canada. Non vi è alcuna New York City in Canada. La Rodesia è una nazione diversa dal
Sud Africa”.
“Allora Durban, dove è”?
“È sulla costa orientale, circa 450 Km a sud – est da qui”.
“Quante miglia, sono”?
“Circa 300 miglia”.
“Bene, Durban è il luogo dove il Signore vuole che vada. Quando ci andremo”?
Schoeman sembrò a disagio. “Oh, vuoi andare là”? Rispose evasivamente. “Non preoccuparti”.
Poi cambiò il soggetto.
Il Maranatha Park Tabernacle non era proprio un auditorium; veramente era un enorme struttura
con un tetto in acciaio zincato aperto da un lato, che una volta era stata la stazione ferroviaria di
Johannesburg. L’Apostolic Faith Mission, che è la più grande denominazione pentecostale in Sud
Africa, aveva acquistato questo parco per riunioni e conferenze. Ora il Tabernacolo poteva contenere
una folla di circa 15.000 persone.
La nazionalità di questa folla confondeva Bill perché tutti sembravano europei. “Sono tutti
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africani questi”? Chiese. “Pensavo che gli africani fossero neri”.
“Sì, questi sono africani”, spiegò Schoeman, proprio come io sono africano. Gli olandesi, i
francesi e gli inglesi colonizzarono il Sud Africa. Complessivamente il Sud Africa ha circa 3.000.000
di persone di origine europea, e altri 10.000.000 di non europei e non solo nativi, ma una vasta
popolazione di immigrati provenienti dall’India. Nel nostro paese abbiamo la segregazione, per cui
nella maggior parte dei vostri incontri, i due gruppi non si mescoleranno. Ma abbiamo in programma
alcuni dei suoi incontri con i nativi, così avrete la possibilità di predicare anche a loro”.
La folla si entusiasmò molto, quando venne a sapere che l’evangelista americano era arrivato. Bill salì
sulla piattaforma e guardò alla gran folla. “Buona sera, amici”, disse al microfono. Il reverendo
Schoeman traduceva ogni frase in afrikaans, la lingua ufficiale germanica parlata nella Repubblica del
Sud Africa.
Bill stava parlando da solo cinque minuti, quando vide un autobus blu uscire dalle tenebre e muoversi
attraverso l’aria sopra il pubblico. L’autobus si avvicinò abbastanza alla piattaforma da poter vedere il
nome “DURBAN” nel cartello della destinazione sopra il parabrezza anteriore. Poi tornò a vedere
normale. Continuando a parlare, raccontò al pubblico l’avventura del suo viaggio. “Così vedete, amici,
sono veramente stanco questa sera, esaurito dal volo”. Pochi minuti dopo vide ancora una volta
l’autobus blu nell’aria, proveniente dal retro dell’edificio. Raggiunto il centro dell’auditorium, si fermò.
Un ragazzo con le stampelle salì sul bus. Bill potè vedere che una delle gambe del ragazzo era di
almeno sei centimetri più corta dell’altra. L’autobus continuò il suo viaggio, le ruote giravano a pochi
centimetri sopra la folla. Si fermò di nuovo vicino alla piattaforma dove Bill stava parlando. La porta si
aprì e lo stesso adolescente uscì, questa volta senza stampelle. Camminando sopra la gente arrivò al
centro del tabernacolo, poi svanì in un lampo di luce. Direttamente sotto quella luce sedeva lo stesso
ragazzo nella realtà.
Indicando il giovane, Bill disse: “Tu, la dietro... ragazzo con la camicia bianca e le bretelle nere.
Non arrivi da Durban”?
Bill non era sicuro che il ragazzo comprendesse l’inglese, ma capiva, perché gridò:, “Sì, vengo
da Durban”.
“Sei zoppo, non è vero”? Una delle tue gambe è più corta dell’altra e devi camminare con le
stampelle”.
“Questo è esatto”, gridò il ragazzo.
“Non più”, disse Bill. “Tu sei guarito. Gesù Cristo ti ha guarito”.
Eccitazione e stupore frusciò attraverso il pubblico, ma lì per lì non avvenne nulla. Il ragazzo
era pressato così strettamente che non poteva provare le gambe Alcuni uomini lo alzarono, lo portarono
sul davanti attraverso la folla e lo lasciarono in piedi sulla piattaforma elevata dove tutti potevano
vederlo. Quando gli uomini lo lasciarono, il ragazzo cominciò a sudare freddo. Cautamente fece un
passo, per provare il suo arto avvizzito. Esso tenne. Il suo passo seguente fu più sciolto, e ben presto fu
così sicuro di sé che camminò sul palco senza zoppicare minimamente.
Mentre il pubblico lodava il Signore, Julius Stadsklev apprese la storia del ragazzo. Il suo nome
era Ernest Blom. Il più giovane di dieci figli, egli era nato zoppo ed era in cura da uno specialista da
quando aveva quattro anni. Per due anni, portò una protesi di ferro ma senza alcun miglioramento. Più
tardi lo specialista suggerì un’operazione, ma poiché non c’era garanzia di successo, la famiglia
rinunciò. Quando Ernest sentì che William Branham sarebbe venuto in Sud Africa, non poté attendere
che l’evangelista arrivasse a Durban. Convinse la sua famiglia a portarlo a Johannesburg. Ernest disse
che quando William Branham gli parlò, sentì una strana sensazione, come se dell’acqua fredda corresse
attraverso il suo corpo. Egli ebbe cognizione che era guarito.
Nel frattempo, Bill stimolava il pubblico a credere. “Vedete cosa può fare la fede in Gesù
Cristo? Ora, io non sono contro i medici. Sto per i medici. Dio li benedica. I medici sono lì per aiutarvi.
Ma i medici non pretendono di guarire, ma solo rivendicano di aiutare la natura. Dio è il guaritore. Se si
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spezza un braccio, il medico è in grado di sistemarlo, ma chi è Colui che fa crescere le ossa e le
rinsalda insieme? Se tagliate la mano, il medico è in grado di cucirla, ma solo Dio può far rinsaldare la
pelle insieme. E quando un medico ha fatto tutto quello che può fare per voi, è il momento di guardare
con fede al Signore Gesù Cristo”.
Mentre parlava, vide un’auto verde correre in aria sopra le teste della gente. Andando troppo
veloce in una curva, la vettura perse il controllo, si ribaltò e andò a sbattere contro un albero.
Un’ambulanza sopraggiunse e una squadra di salvataggio estrasse una ragazza bionda dai rottami. Bill
sentì uno dei soccorritori dire che la ragazza aveva la schiena spezzata in più punti.
Quando la visione terminò, studiò la folla alla ricerca di questa ragazza, ma non riuscì a
trovarla. Poi la Colonna di Fuoco lampeggiò, sospesa di fronte a lui a pochi centimetri di distanza. Bill
s’avvicinò al bordo della piattaforma e guardò giù. Lei giaceva stesa sul dorso sulla barella, la sua
barella era così vicina al podio che non l’avrebbe vista se non si fosse proteso in avanti. Sembrava una
ragazza di circa quattordici anni. Bill additandola disse: “Giovane donna, non hai avuto un incidente di
recente”?
“Sì”, disse lei, restando senza fiato, arrossendo per l’eccitazione.
“Eri in un’auto verde che si è ribaltata e ha colpito un albero, e hai rotto la schiena in tre punti”.
Poi Bill la vide in visione che camminava sopra la platea con le sue mani alzate, saltando e lodando
Dio. Senza un granello di dubbio Bill disse: “Nel nome di Gesù Cristo alzati, perché è il così dice il
Signore, sei guarita”.
La madre della ragazza, seduta accanto a sua figlia, balzò in piedi e si oppose. “No! Non può!
Lei non si è mai mossa dopo l’incidente! Se si muove, il medico disse che la ucciderebbe”! Ma
ugualmente, mentre la madre protestava, la figlia si era alzata dalla barella e stava già camminando,
dando un grido di gioia. Sua madre si girò. Quando vide la figlia in piedi accanto a lei, la madre svenne
e crollò sulla stessa barella che sua figlia aveva appena liberato.
Spontaneamente, il pubblico scoppiò in lodi a Dio. Intuendo che era giunto il momento di
chiudere il servizio con una preghiera generale, per i malati, Bill chiese a tutti di mettere le mani su uno
di loro e di pregare per coloro che li circondavano. Mentre il pubblico pregava con fervore e con
emozione, Bill vide la visione di una donna guarita dall’artrite. Quando la visione finì, la vide tra la
folla e la indicò. Con le mani fece cenno che era vero. Sentendosi stordito, Bill quasi crollò per lo
sforzo. Vagamente, egli era consapevole delle forti braccia che lo sorreggevano aiutandolo ad uscire
dal Maranatha Park Tabernacle, per andare in una macchina.
Dopo la riunione, il reverendo Schoeman portò Ern Baxter e Bill a casa per una buona notte di
sonno. Sulla strada, Schoeman parlò di com’era stato meraviglioso vedere questi miracoli e come erano
emozionanti questi meeting. Bill non fu ingannato. Egli poteva vedere lo scetticismo dell’uomo,
chiaramente come avrebbe potuto distinguere le tracce di un elefante nell’erbosa savana. Quello
scetticismo non lo sorprese e nemmeno lo scoraggiò. Era incappato spesso nello stesso atteggiamento
tra cristiani istruiti, che si chiedevano se il suo discernimento avrebbe potuto essere una specie di
trucco programmato o forse telepatia mentale, psicologia di massa o altro, come il potere di
suggestionare o manipolare il pubblico. Di solito non si preoccupava per gli scettici. Ma quest’uomo
presiedeva la commissione incaricata di tutte le riunioni di Bill in Sud Africa. Se il reverendo
Schoeman rimaneva scettico, ciò poteva creare problemi.
Sebbene quattro denominazioni pentecostali fossero le principali sponsor delle campagne africane di
William Branham – Apostolic Faith Mission, Assemblies of God, Pentecostal Holiness, e la Full
Gospel Church of God – molte altre confessioni collaboravano in vari modi. Un'eccezione era la Chiesa
Riformata olandese, che non credeva nella guarigione divina. Un pastore della Chiesa Riformata
olandese sfidò le critiche dei suoi fratelli e si accomodò tra il pubblico in quella prima sera a
Johannesburg, dove studiò l'evangelista americano con occhio critico. Quando vide il discernimento
rivelare i problemi di persone totalmente estranee, egli fu convinto che questa era una manifestazione
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di Dio. Sulla strada di casa si fermò per condividere il suo entusiasmo con un amico che era un ministro
della Chiesa riformata olandese.
Il ministro lo rimproverò d’essere così ingenuo, dicendo: “Branham è ispirato dal diavolo. Egli
non è niente di più che un raffinato indovino. Rimani lontano da lui”.
Il pastore disperato lasciò la casa dell’amico. Non lontano dalla porta del ministro, egli
s’inginocchiò sotto un albero di pesche e pregò: “Dio, credo che quello che ho visto questa sera sia
reale e credo che il fratello Branham ci dica la verità, perché nessuno, tranne Te può fare tali miracoli.
Io lo credo, ma il mio amico non lo crede. Com’è importante che anche lui lo veda”.
Improvvisamente si sentì afferrare da una mano la parte posteriore della spalla con una stretta
bruciante come un ferro rovente. Saltando in piedi, si voltò per vedere chi lo aveva toccato. Non c’era
nessuno, almeno, nessuno come lui si aspettava di vedere. Sospesa in aria c’era una striscia di luce
verticale lunga circa 30 cm. Mentre guardava, la luce si estese, poi si divise in due, e in mezzo, tra
queste due parti, uscì un grande uomo in veste bianca con i capelli scuri fin sulle spalle. Il pastore
trattenne il respiro finché l’uomo parlò.
“Vai” disse l’uomo in bianco, “Dì al tuo amico che non deve condannare quell’uomo, perché
questa è l’ora della visitazione”. Poi la figura con la veste bianca svanì.
Ritornato di corsa a casa del suo amico, il pastore irruppe attraverso la porta, gridando: “Ho
appena visto un angelo! L’ho incontrato fuori e mi ha detto di dirti che questa è l’ora della nostra
visitazione. Egli mi mise la sua mano sulla schiena e mi ha bruciato”.
Naturalmente il ministro rimase scettico. Ma quando guardò la schiena del suo amico, fu
scioccato nel vedere l’impronta della mano di un uomo impressa sul tessuto bianco! Ciò lo convinse.
Il mattino seguente i tre americani incontrarono il loro ospite nella sala da pranzo. "Buon giorno,
fratello Schoeman", disse Bill allegramente, mentre si sedeva al tavolo per la colazione. "Certamente
stiamo avendo un bel tempo".
Il signor Schoeman era un uomo alto, magro, con la fronte calva e un paio di baffi grigi, portava
un paio d’occhiali dalla montatura di plastica. Sistemò un tovagliolo sulle ginocchia e disse: “Sì, è bel
tempo. Ricorda questo è l’inizio della nostra estate. Le nostre stagioni sono opposte alle vostre”.
Percependo ancora il dubbio che turbava i pensieri di Schoeman, Bill pregò in silenzio:
“Signore, se solo mi aiuterai a scuoterlo un po’ e convincerlo, ciò sarà efficace, perché lui è il
presidente della commissione che mi sponsorizza qui”.
Essi continuarono la prima colazione e la conversazione fino a che improvvisamente Bill sentì
l’unzione dello Spirito Santo. Subito apparve una visione. Come in un film in miniatura, vide il signor
Schoeman e una bambina seduti in un ambulatorio medico che ascoltavano il dottore. Sul muro dietro
di loro pendeva un calendario datato aprile 1951.
“Fratello Schoeman, la vostra bambina si chiama Andrea, vero”? Il signor Schoeman sorpreso,
lasciò cadere la forchetta. Essa colpì rumorosamente il piatto e cadde a terra. “Sì, fratello Branham.
Come lo sai”?
“Sei mesi fa quasi la perdevi, vero? Qualcosa non andava nella sua gola. Le hanno asportato le
tonsille, ma non è stato un gran successo. Da allora ha difficoltà a deglutire, non è vero”?
“Fratello Branham, è esattamente così. Il Signore non ti ha mostrato nulla riguardo al suo
futuro”?
“Sì. Non preoccuparti per lei. Guarirà”.
La sedia di Schoeman raschiò il pavimento, mentre s’allungava sotto il tavolo per prendere la
forchetta. Poi disse: “Fratello Branham, ho una confessione da farle. Fino ad ora ero un po’ scettico.
Ma ora so che quello che ho sentito è vero”.
Quando arrivò il giornale del mattino, Schoeman fu sorpreso nel leggere la storia del pastore
della Chiesa Riformata Olandese che raccontava di un angelo che la sera prima l’aveva toccato sulla
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schiena. Il giornale aveva stampato anche una foto della camicia bianca con l’impronta bruciacchiata di
una mano d’uomo sulla schiena. “Fratello Branham, dovete leggere questo”!
“Lo so già fratello Schoeman. Il Signore mi ha mostrato una visione dell’intera cosa. Se porti
qui la camicia, vedrai che la mia mano sinistra si adatterà perfettamente all’impronta bruciata.
Il reverendo Schoeman contattò il giornale e in poco tempo un reporter portò la camicia a casa
sua. La bozza di una mano bruciata era chiaramente visibile sul retro della camicia. Bill mise la sua
mano sinistra sull’impronta, adattò le sue dita per abbinare il contorno. Proprio come egli affermava, la
sua mano si adattava esattamente con l’impronta